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RONDISSONE. Sogno nel cassetto vendesi. Nessun futuro per il "Paolina Bosio"

"Paolina Bosio": sogno nel cassetto vendesi. Quanto è difficile rinunciare ad una parte di storia di un piccolo paese?

Eppure è quello che l'Amministrazione comunale sarà costretta a fare perché, oramai da molti anni, nessuno ha mai trovato la somma necessaria per ristrutturare il vecchio Ospedale “Paolina Bosio”, che si trova in un vicolo che si diparte dalla via omonima.

Nel secolo scorso, la benefattrice lasciò questa antica e bella villa a due piani, con ampie scalinate agli ingressi, con un bel cortile e anche una piccola cappella nel giardino, al Comune, affinché venisse utilizzata per farne un ospedale.

Dal momento che non era certo possibile realizzare un presidio ospedaliero nel piccolo paese, il lascito ha, però, sempre mantenuto la sua valenza sociale, cioè di un utilizzo a favore della comunità per servizi di tipo sanitario ed assistenziale.

Così, nel corso degli anni e fino a che la struttura è stata utilizzabile, il vecchio ospedale “Paolina Bosio” aveva dato una casa alla sezione locale dell'Avis, una sede per il corpo dei Vigili del Fuoco volontari, all'associazione di volontariato di Vita Tre e poi agli ambulatori dei medici di famiglia.

Per un certo periodo, vi aveva trovato anche sede il Circolo Pensionati ed Anziani, con un bel bar al primo piano e diversi campi da bocce nel vasto cortile sul retro.

Non solo: quando si rese necessario fare dei lavori di ristrutturazione alla scuola materna, con la costruzione della scala esterna, i locali del “Paolina Bosio” vennero utilizzati per ospitare temporaneamente i bambini.

Poi, con la costruzione del salone polivalente e gli annessi locali del Crpa in piazza Borella, con la costruzione della Casa di Riposo di via Marconi e i nuovi locali per le sedi di Avis e di Vita Tre, l'antica villa di via Paolina Bosio venne abbandonata, anche a fronte di sempre più necessari lavori di manutenzione per renderla adeguata alle nuove normative in fatto di sicurezza.

In Comune è depositato un bel progetto di ristrutturazione, risalente probabilmente ai tempi dell'Amministrazione guidata da Bruno Actis Perinetti, e realizzata da un architetto esterno, un progetto che, purtroppo, rimarrà un sogno nel cassetto.

Infatti, il Comune di Rondissone non ha certamente la forza economica per affrontare un'opera di queste proporzioni e anche partecipando a qualche bando, sarebbe difficile racimolare le svariate centinaia di euro che servirebbero per ridare nuovo splendore all'antico edificio.

L'Amministrazione, tuttavia, sta vagliando diverse soluzioni e fra queste, la possibile vendita (in questi primi otto mesi del mandato Magnone ci sarebbero già state alcune richieste di informazioni), e l'eventualità di chiedere una variante al Piano Regolatore per darne una nuova destinazione d'uso. Certo, si mormora fra i corridoi del palazzo municipale, è proprio un peccato lasciare andare sempre più in rovina il vecchio Ospedale “Paolina Bosio”...

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