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10 Febbraio 2020 - 22:03
“Perchè non facciamo una pizza per il Carnevale di Ivrea?”. Da questa idea dello chef Pino Quagliero è nata la pizza all’arancia. “Tutto è nato quasi per gioco - ci racconta - pensando al Carnevale. Noi, qui a Romano, siamo alle porte di Ivrea e in questo periodo non si parla d’altro. E allora ho lanciato l’idea: perché non facciamo una pizza dedicata allo Storico Carnevale di Ivrea? Una pizza all’arancia!”. Quella che poteva sembrare solo una battuta è diventata, invece, una ricetta da inventare, studiare e sperimentare. “Abbiamo iniziato a lavorarci su e ho subito pensato a delle arance caramellate, dal gusto poco invasivo. Poi abbiamo escluso gli affettati che avrebbero creato troppo contrasto Gli ingredienti sono arrivati con naturalezza”.
Mozzarella, gorgonzola, burrata affumicata e... arancia caramellata.
“Abbiamo azzeccato subito tutto. Non bisogna pensare al dolciastro. E’ una bella esplosione di gusto in bocca. Posso dire con fierezza di aver ftto centro al primo colpo”.
E’ nata così la “Tirami subito” la prima pizza all’arancia.
Pino Quagliero è uno chef d’esperienza che ha viaggiato molto in Italia e all’estero per lavoro, prima di tornare in Canavese, sua terra d’adozione. “Faccio lo chef da 42 anni. Per 20 anni ho fatto lo chef di brigata, poi ho deciso di tornare alle origini. Per 10 anni ho lavorato all’Isola D’Elba. Poi ho girato tra Italia, Francia e Svizzera con una società che gestiva fiere e grandi eventi copresi i circuiti motoristici di Imola, Monza e Mugello. Nel 2013 ho deciso di tornare ed oggi vivo a Mercenasco”.
Pino Quagliero nel maggio del 2017 ha aperto, con la moglie, la Griglieria Pizzeria College. “Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di fermarmi, dopo aver tanto viaggiato per lavoro. In questi anni ho tirato su tanti giovani chef, tra questi un paio mi hanno dato grandi soddisfazioni: uno ha aperto il famoso Sushi del Maslè a Torino, l’altro, invece fa il pasticcere in Val D’Aosta”.
Tornando alla “Tirami Subito”, quale abbinamento propose per questa pizza?
“Direi un vino mosso rosè. Trovo che sia perfetto con il Co2 che libera le papille gustative e apre a questa esperienza. Bisogna imparare a mangiare con la mente. Il cibo con deve passare solo dalla bocca allo stomaco. Dev’essere un momento da gustare predisponendosì al senso”.
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