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IVREA. L'intervista integrale alla vivandiera Federica Di Matteo: "E' una brutta storia. Nessun vincitore"

La notizia della sostituzione del Generale Alberto Bombonato è fresca quando Federica Di Matteo, l'ex vivandiera dello Storico Carnevale di Ivrea, ci concede la sua prima intervista. "Sono ancora frastornata per quanto avvenuto in questi ultimi giorni" ci spiega "Lunedì è stata una giornata molto lunga, trascorsa dai carabinieri di Banchette per presentare la denuncia". Come si sente ora? Più sollevata? "Distrutta. E' una storia molto brutta dove non c'è nessun vincitore. Una vicenda che che mi ha costretta a star lontano da casa e dal lavoro per qualche giorno". Che cosa l’ha spinta a rivolgersi ai carabinieri? "Messaggi a parte, a farmi più male sono stati alcuni atteggiamenti". Che tipo di atteggiamenti? "Forse lo racconterò dopo aver nominato un legale, per tutelarmi". Conosceva il Generale? "No. Prima della nostra partecipazione al Carnevale non c’eravamo mai frequentati". Come è nata la passione per il Carnevale? "Il sogno di diventare Vivandiera lo avevo da tempo. Era un desiderio di mio nonno. Lavorava all’Olivetti e mi aveva sempre manifestato il desiderio di volermi vedere, un giorno, indossare i panni della Vivandiera". Per questo ha partecipato al bando di arruolamento? "Sì. Anche se all’inizio non ci credevo nemmeno troppo. Anche perché rispetto alle altre Vivandiere ero la più anziana. Proprio per la mia età non pensavo accettassero la domanda. Ma quando mi hanno comunicato la scelta, ero felicissima pensando a mio nonno". Chi l’aveva avvicinata al Carnevale? "Un amico all’interno del Circolo Ufficiali. Ha cercato di aiutarmi dopo un periodo della mia vita piuttosto triste per la morte di mio padre. Diciamo che il 2019 è stato un anno complicato e questa mia partecipazione allo Storico Carnevale doveva essere un’esperienza gioiosa". Come era riuscito a convincerla? "Mi aveva rassicurato che poteva essere un’esperienza divertente". E invece? «Invece no. Ben presto si è trasformata in un incubo. Una situazione troppo pesante che in un primo momento mi ha portato a rassegnare le dimissioni dal ruolo, nonostante avessi già acquistato i vestiti e affittato il cavallo. Una vicenda che poi mi ha costretta a presentare la querela». Qualcuno le è stato più vicino di altri? "Oltre alla mia famiglia, mi hanno sostenuta il Sostituto Gran Cancelliere Erino Mignone e il sindaco Stefano Sertoli".
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