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EPOREDIESE. Botti di fine anno: amaro bilancio

E’ amaro il bilancio dei feriti per i botti di Capodanno 2020. Ben tre solo in terra Canavesana.  E’ successo a Salerano a Strambino e ad Ivrea. In tutti i casi si tratta di persone che volevano salutare l’arrivo del nuovo anno sparando i botti. A Salerano a farne le spese è stato un 24 enne straniero che festeggiava in paese con gli amici. Ha dovuto ricorrere alle cure in pronto soccorso a Ivrea per ustioni di primo grado agli arti superiori dovute all’esplosione di fuochi d’artificio. Si è presentato in pronto soccorso pochi minuti dopo la mezzanotte e da qui è stato poi dimesso con una prognosi di dieci giorni. Stessa sorte è toccata ad un 24 enne di Strambino, che si era procurato una ferita lacero contusa alla mano destra dovuta all’esplosione di botti (otto giorni di prognosi). Meno grave, invece, un 21 enne di Ivrea che ha dovuto ricorrere alle cure in pronto soccorso per un trauma da scoppio.

Fatti che riaprono la questione legata all’utilità delle ordinanza che ne vietano lo sparo. “Le ordinanze non servono ad un bel niente se poi non si è in grado di farle rispettare”. Il sindaco di Chiaverano, Maurizio Fiorentini, è stato il primo ad ammettere l’inutilità dei provvedimenti che vietano lo sparo dei botti di Capodanno.  E così si è affidato ad un semplice appello alla coscienza umana: “Ci sono molti Comuni in tutta Italia che hanno emesso o emetteranno ordinanze di divieto per i botti di Capodanno. Noi l’avevamo fatto in passato senza alcun risultato positivo. Un’ordinanza serve a nulla se non c’è poi chi la fa rispettare severamente. E allora rinunciamo all’ordinanza confidando nell’intelligenza dei cittadini di Chiaverano. Se vogliamo crescere come comunità, se vogliamo dimostrare di saper vivere in modo civile e intelligente nel rispetto di tutti questa è un’occasione importante per dimostrarlo”. Un’occasione persa. A dirlo è il bilancio di una notte di “guerriglia” tra feriti e danneggiamenti. “Il mio appello è caduto nel vuoto - commenta con amarezza Fiorentini -. Io ero via, ma chi c’era mi ha raccontato che non è cambiato un bel niente rispetto agli anni scorsi. Addirittura hanno cercato di far esplodere un cestino della carta riempiendolo di petardi. Ha quasi preso fuoco. Per non parlare della sporcizia lasciata al campo sportivo. Dal paese vengono qui a sparare i botti e poi lasciano rifiuti ovunque. Il cantoniere, il 2 gennaio, ha passato la giornata a pulire”. Anche a Salerano, l’ordinanza anti botti non era stata firmata. “E’ inutile firmare ordinanze perché è impossibile farle rispettare” denuncia la sindaca Tea Enrico.

Eppure i controlli ci sulla pericolosità dei botti ci sono. Solo nei giorni scorsi la Questura di Torino, in provincia di Avellino, ha eseguito un sequestro di materiale pericoloso a un 56 enne, residente in provincia di Benevento, finito agli arresti domiciliari per detenzione di esplosivo: aveva 48 bombe carta pericolose per il loro contenuto e prive di etichettatura. Al 56 enne Campano i poliziotti, coordinati dalla procura di Ivrea, sono arrivati dopo l’arresto avvenuto a Colleretto Giacosa, all’inizio di dicembre, del consigliere comunale Carlo Talarico, 22 anni. A casa sua i poliziotti trovarono 145 bombe carta di fattura artigianale, altri 40 artifici pirotecnici professionali, uno spettacolo pirotecnico e un sacchetto con 10 chili di nitrato di ammonio. Per gli inquirenti quel materiale era stato acquistato su internet contattando il 56 enne di Benevento e poi spedito in Canavese attraverso un corriere.

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