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06 Dicembre 2019 - 16:01
Contratti di locazione scaduti da anni, alcuni addirittura da tempo immemore, e regole da rivedere.
Il mondo legato all’associazionismo e ai locali occupati dalle realtà del territorio è tutto da rivedere. Questo quanto è stato comunicato dall’assessore al bilancio e al patrimonio Alessandra Mazza nel consiglio comunale andato in scena martedì scorso.
Quella dei locali, di proprietà comunale, occupati dalla associazioni sanmauresi è una vera e propria giungla: chi paga un affitto, chi solo le utenze e chi praticamente niente di niente.
Dopo una lunga gestazione il regolamento è stato finalmente completato e approvato nell’ultimo consiglio comunale. Entro il mese di giugno gli immobili saranno assegnati.
Grande soddisfazione da parte della maggioranza.
“Siamo soddisfatti dell’approvazione - racconta la capogruppo dei 5 stelle Katiuscia Coppola -, finalmente per la prima volta il nostro ente si dota di uno strumento per l’assegnazione degli immobili comunali non arbitraria, equa e trasparente. Tutte le associazioni potranno richiedere dei locali e saranno assegnati secondo criteri, che ne valorizzano il lavoro e l’attività. Rispetto alla questione della gratuità: sono pervenuti dei documenti da parte dei revisori che accreditano la linea della valutazione e modulazione secondo le varie tipologie di attività ma non l’azzeramento - che è comunque previsto dal Regolamento - indistinto a tutte le associazioni
Proprio “spalmare” la gratuità urbi et orbi non valorizza e non tutela la singola realtà associativa, ma la appiattisce, con un che di ritorno al passato. Il nostro unico interesse è dare pari opportunità a tutte le associazioni interessate, equi diritti e non siamo interessati a fare propaganda elettorale, quella la lasciamo all’opposizione che, nuovamente, si è dimostrata più interessata ai voti e non alla realtà del nostro territorio”.
Completamente, diverse, invece, la lettura da parte delle opposizioni.
“Abbiamo provato - spiega Maria Vallino, consigliera del Pd - ad inserire alcune modifiche ma non sono state accolte, non stiamo discutendo di operatori ma di associazioni che sono state messe in difficoltà da tutto questo lungo iter. Non sanno se potranno continuare a fare il lavoro prezioso che fanno e forse dovranno anche pagare, per le associazioni dovrebbe esserci la gratutità”.
Duro anche Davide Benedetto, consigliere di San Mauro Domani.
“Stiamo mettendo in dubbio le associazioni - commenta - danno un servizio che non vale almeno quanto il canone? Se quel lavoro dovesse farlo il Comune sarebbe insostenibile, perchè ci poniamo in questo modo e le umiliamo? Perchè?”.
Critico il consigliere dei Due Ponti, Roberto Olivero.
“Io sono vicino al volontario - commenta - che si sbatte per la città, che occupa il suo tempo per capire cosa offrire al paese. Mettiamo una burocrazia anche alle associazioni. Mentre il volontario pensa a cosa fare noi lo imbrigliamo in una lunga serie di pratiche. Io non sono convinto che il regolamento debba essere redatto in questo modo. Dimostrate di essere staccati dalla realtà, dalla città, dalle associazioni del territorio”.
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