“In una recente visita al cimitero ho avuto la lieta sorpresa di vedere realizzato il restauro del monumento funebre a Pier Alessandro Garda, cui è intitolato il nostro museo. Il piccolo obelisco, situato a pochi metri sulla destra rispetto all’ingresso principale, è stato erettonel 1880 in memoria dell’illustre patriota che, esule da Ivrea in seguito al fallimento dei moti carbonai del 1821, peregrinò attraverso l’Europa raccogliendo un gran numero di oggetti d’arte orientale, fra cui le preziose lacche giapponesi di recente restaurate, di cui fece dono al Comune nel 1874....”.
Così scriveva nel lontano novembre del 1993, Laura Aluffi Bertolotti, per ringraziare l’Amministrazione comunale e in particolar modo Vittorio Pissardo dell’ufficiotecnico. Neanche a dirlo erano bastati pochi mesi dalla segnalazione per dare corso ad un restauro completo del basamento, delle lapidi in marmo del tutto illeggibili e “dell’informe uncino rugginoso che ne fuoriusciva in cima tornato ad essere sostegno di una stella in ottone, in conformitàal disegno originale, sulla base di ricerchedell’ingegner Giuseppe Ravera”.
Altri tempi. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Nel 2014 si è pure aperto un museo dedicato a lui, ma dello stele, guarda un po’, le tante amministrazioni comunali succedutesi a palazzo se ne sonobellamente dimenticate, in perfetto allineamento cosmico ai vuoti di memoria sulla tomba di Lucia Guelpa, risistemata solo di recente grazie alle insistenze di Rita Munari, spilla d’oro Olivetti, volontaria Anpi e gran conoscitrice della città, da sempre in prima linea nelle battaglie sul decoro e contro il degrado.
E c’è di nuovo lei dietro ai solleciti sull’obelisco. In questi anni se n’è occupata in prima persona, così come ha fatto con Guelpa e con la tomba di Adriano, ma quel che occorre adesso è qualcosa di più di una semplice spolverata o di qualche fiore. Occorrerebbe una ristrutturazione vera e propria a cominciare dalle scritte che si sono nuovamente cancellate.
“Confido nell’interessamento dell’assessore Michele Cafarelli...” ci dice, convinta com’è che alla fine riuscirà ad ottenere quel che chiede.
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