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18 Novembre 2019 - 12:53
municipio di locana
Qualcosa bolle in pentola a Locana. Nessuna notizia certa è al momento disponibile ma voci ricorrenti ed insistenti parlano di un rimpasto di giunta e di un coinvolgimento della minoranza nell’amministrare il paese. Vista dall’esterno la faccenda sembrerebbe senza senso essendo trascorsi pochi mesi dalle elezioni che avevano visto una vittoria nettissima dello schieramento guidato dall’attuale sindaco Mauro Peruzzo Cornetto e dal primo cittadino uscente (ora vicesindaco) Giovanni Bruno Mattiet. Oltretutto non si trattava di una lista messa su all’ultimo momento con elementi eterogenei ma che, al contrario, si poneva in continuità con le amministrazioni precedenti. Allo stesso modo era scontato che Bruno Mattiet avrebbe avuto un ruolo di primo pano, come inevitabilmente accade quando i primi cittadini diventano vicesindaci solo perché hanno esaurito i mandati a disposizione. Eppure a Locana da giorni non si parla d’altro. Le voci di paese sono per loro natura imprecise, confuse, contraddittorie perché passano attraverso molte bocche senza essere vagliate da chi conosce normative e procedure della vita amministrativa; e tuttavia, quando si susseguono a ritmo incalzante, è difficile liquidarle come nate dal nulla. Com’è comprensibile, risulta impossibile sapere qualcosa dai diretti interessati: o non sono reperibili al telefono o non rilasciano dichiarazioni. Ci sono però alcuni elementi certi che consentono di avanzare ipotesi non del tutto peregrine. C’è una riunione svoltasi mercoledì 6 novembre in municipio: nei giorni precedenti si era vagheggiato di una seduta di consiglio che avrebbe riservato grandi sorprese ma della sua convocazione non vi era traccia sull’albo pretorio. Dev’essersi invece trattato di un incontro fra i rappresentanti dei due gruppi consiliari, che sono stati notati nei paraggi e poi uditi mentre discutevano con toni abbastanza vivaci.
Secondo i ben informati, alla base delle fibrillazioni ci sarebbero delle insofferenze per il “troppo peso” dell’ex-sindaco (che qualcuno vorrebbe ridimensionare) e la rivendicazione, da parte di altri consiglieri di maggioranza, di un ruolo confacente ai voti ottenuti. Tali dissapori avrebbero potuto facilmente saldarsi con un’analoga richiesta giunta dall’opposizione: fin dal primo consiglio post-elezioni il capogruppo di minoranza Gugliemetti aveva infatti espresso ai giornalisti il proprio scontento rispetto alla mancata concretizzazione di una sorta di patto stipulato fra le due parti e che prevedeva il coinvolgimento diretto della minoranza nella gestione del Comune. “Se non riceveremo segnali positivi – aveva detto - basta con l’opposizione morbida del mandato precedente, che ci ha anche danneggiati sul piano elettorale perché probabilmente siamo apparsi come troppo appiattiti sulle loro posizioni”. La stessa cosa aveva ribadito Luciano Perotti a fine luglio.
Fra le tante voci che si sono rincorse vi è quella di una non meglio precisata raccolta-firme tra i cittadini, che avrebbe ottenuto in un primo momento molti consensi salvo poi vedere qualcuno dei firmatari tirarsi indietro. Per il momento ci si deve accontentare delle supposizioni ma non si dovrà probabilmente attendere a lungo per avere un quadro più chiaro della situazione.
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