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IVREA. Sindaco “sordo” agli appelli dell’Unione Ciechi

IVREA. Sindaco “sordo” agli appelli dell’Unione Ciechi

Stefano Sertoli, sindaco di Ivrea

Un dialogo costruttivo con l’amministrazione comunale di Ivrea, «per dare il nostro contributo alla vita della città e per promuovere la cultura dell’inclusione». Lo chiedono i rappresentanti dell’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), associazione impegnata a fianco delle persone con disabilità visiva. Da cinque anni, su mandato dell’Asl Torino 4, l’UICI gestisce il Centro di Riabilitazione Visiva (Crv) di via Jervis 9. Si tratta di un punto di eccellenza, dove le persone cieche e ipovedenti incontrano professionisti altamente qualificati e preziosi strumenti per la riabilitazione. Quotidianamente, il Crv eporediese offre un sostegno che spazia dall'informatica all'autonomia personale, dalla consulenza psicologica allo sportello pensionistico, senza trascurare le proposte culturali e i momenti aggregativi.

«E’ alla luce di questa esperienza che vorremmo costruire un rapporto di collaborazione con l’amministrazione cittadina – spiega il presidente UICI Torino, Giovanni Laiolo. – Conosciamo e comprendiamo la situazione non semplice in cui si trovano, in questo momento, tantissimi Comuni italiani come Ivrea. D’altra parte riteniamo sia nostro dovere stimolare le istituzioni perché dedichino attenzione alle esigenze delle persone con disabilità e, in generale, alla realtà di chi è più fragile».

«Ci stanno a cuore, ad esempio, alcuni ausili per la mobilità, dai semafori sonori alle pavimentazioni tattili. Non pretendiamo grandi interventi – sottolinea Laiolo - ma qualche accorgimento per l’accessibilità urbana sicuramente renderebbe un po’ più semplice la vita di chi non vede. E permetterebbe ai disabili visivi che si muovono in città (ad esempio chi deve raggiungere il posto di lavoro o chi frequenta il Crv) di sentirsi più sicuri».

Non solo: «La nostra associazione è attiva su tantissimi fronti» prosegue il presidente UICI Torino «Un dialogo più costruttivo con l’amministrazione comunale aiuterebbe noi a promuovere la cultura dell’inclusione e gli Eporediesi (tutti, non solo i cittadini con disabilità) a scoprire che dietro ai limiti oggettivi possono nascondersi insospettabili risorse». Più volte, nei mesi scorsi, l’associazione aveva rivolto appelli al sindaco Stefano Sertoli (in carica da giugno 2018) e alla Giunta. Tutti inascoltati. «Da parte nostra nessuna polemica» conclude Laiolo. «Speriamo, però, di poter essere presto ricevuti in Comune, perché i temi da trattare sarebbero tanti».

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