Cerca

SETTIMO. Emergenza freddo: al Fenoglio anche i senzatetto a reddito zero

SETTIMO. Emergenza freddo: al Fenoglio anche i senzatetto a reddito zero

Centro Fenoglio

I servizi sociali faranno un’istruttoria per permettere di entrare anche a chi non potrà contribuire con i 3 euro minimi. Subentreranno come avviene sempre”. Parla così, in consiglio comunale, e smonta in parte la baraonda nata attorno al tema, l’assessore al sociale Angelo Barbati, ideatore del progetto “emergenza freddo” per 15 persone al Fenoglio. Insomma, chi non ha nulla non pagherà e chi ha un reddito contribuirà per quel che potrà. Anche perché, è bene dirlo, fino all’inverno scorso i senzatetto in queste condizioni avevano quasi solo un rifugio: la strada. Un provvedimento resosi possibile anche grazie ad un’altra novità ideata dall’amministrazione: i senzatetto potranno prendere la residenza presso la casa comunale. Al Centro Fenoglio saranno disponibili 15 posti per aiutare gli uomini soli senzatetto della città ad affrontare l’emergenza freddo, dal 15 ottobre al 15 aprile. Il sostegno è rivolto a quelle persone che, come spesso purtroppo capita, si trovano loro malgrado in situazioni complicate alle quali non hanno modo di far fronte. Parliamo, per la maggior parte, di persone che già oggi usufruiscono di aiuti o sostegni economici da parte del Comune o da altri enti.  La polemica, però, si era innestata sui costi previsti per chi usufruirà del servizio. Costi, è bene dirlo, previsti, da sempre, anche per chi, rimasto senza casa, dorme in residence (parzialmente) a carico del Comune.   “Ogni ospite - si legge nel regolamento stipulato con la Croce Rossa - dovrà versare una quota giornaliera di contribuzione alla spesa, in rapporto all’entità del reddito e/o degli ammortizzatori sociali percepiti e specificatamente”.  Chi ha un reddito tra 0 e 200 euro dovrà versare 3 euro al giorno. Chi tra 201 e 300 euro, 5 al giorno, 7 euro per chi guadagna tra 301 e 450 euro e 12 al giorno per chi percepisce oltre 451 euro mensili di reddito.  Sul tema dei costi, la capogruppo di Sinistra Civica, Elena Ruzza, in consiglio comunale, ha di nuovo sollevato la questione. “Secondo noi - ha detto - l’emergenza freddo è stata trattata in una maniera non giusta. Questo non è un servizio ma un diritto e invece l’amministrazione lo tratta come un servizio . Sentire parlare di “innovazione” rispetto a tutto questo mi sembra sbagliato, lo trovo incredibile. Questa iniziativa doveva essere finanziata tramite la fiscalità generale non richiedendo un contributo a chi ne usufruirà. Si parla anche di “incrementare senso di autonomia”, e come? Facendoli pagare? Poi, si parla solo di uomini e non di donne, è una discriminazione di genere. Secondo noi chi non puo’ permettersi uno spazio per dormire per problemi di indigenza dovrebbe averlo gratis, senza dover pagare nulla”. Critiche anche da parte della capogruppo di Insieme per Settimo, Rosa Catenaccio. “Le perplessità restano - ha detto - non si parla di donne e poi parliamo di un contributo importante per le persone che ne usufruiranno. E poi, se una sera dovesse nevicare e si presentassero delle persone che facciamo? Gli chiediamo di pagare prima di farli entrare?”. Per il vice capogruppo del Movimento 5 Stelle, Arnaldo Cirillo, il Comune si sarebbe potuto far carico del servizio. “Che tipo di riflessione - ha chiesto - è stata fatta rispetto all’introito? Il Comune spenderà circa 45 mila euro per questo progetto, una spesa sostenibile per dare una mano a 15 persone, che senso ha chiedere un contributo? È una cifra importante per i redditi bassi”. I chiarimenti, sulla delibera, sono arrivati, prima, dall’ideatore del progetto, l’assessore Barbati. Si tratta di un progetto sperimentale - ha detto - perché è la prima volta che si fa ma forse qualcuno non riesce a comprendere la delibera. Il tema è emerso dopo alcuni colloqui: c’erano cittadini che dormivano in macchina, sulle panchine, per strada. Persone a cui serviva un posto dove dormire, del cibo, un luogo dove lavarsi. Le persone che si sono presentate non rientravano in nessuna delle cose previste dalle amministrazioni passate e si trovavano in una certa situazione da alcuni anni. Così abbiamo trovato un luogo per loro, una camera per due persone, servizi igienici e tutto quello che serve. Le donne? Continueranno ad andare in residence come sempre fatto, al Fenoglio non ci sono le condizioni per le donne. I costi per l’amministrazione sono ben altri ma sono i servizi sociali che ci hanno detto di introdurre delle piccole fasce di contribuzione. Usufruire di questo servizio significa uscire dalla miseria”. Barbati spiega anche perché la necessità di introdurre un contributo. “Anche quando ti danno la casa popolare e non guadagni niente devi contribuire, anche con il reddito di cittadinanza devi restituire qualcosa. Tu che usufruisci di un servizio come puoi e riesci restituisci qualcosa. Non tutto è dovuto, bisogna dare qualcosa per richiedere e per questo è normale chiedere un contributo a chi ha un reddito. Da quello che sappiamo noi sono solo 3 le persone senza reddito in questo momento che potranno usufruire del progetto. Gli altri usufruiscono già di aiuti, alcuni prendono il reddito di cittadinanza”. In difesa del provvedimento, infine, è intervenuta anche la sindaca. “Fino a ieri - ha spiegato - non c’era nulla per queste persone, mea culpa perché io c’ero negli anni scorsi. A Settimo non si dava la residenza in comune ai senzatetto, perciò andavano a Torino. Evitavamo questo tipo di residenti perché costavano. Questo, invece, è un cambiamento epocale, fino a 5 mesi fa questa assistenza non c’era. Questa delibera è stata costruita con i tecnici dei servizi sociali che si occupano di queste cose da anni”.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori