Quante volte lo abbiamo scritto? “Tutte le strade portano a Gavio!”. Non era una provocazione. Abracadabra il gruppo ha deciso di investire (si fa per dire) più di 100 milioni nel sistema autostradale piemontese attraverso le società Astm e Sias. E’ infatti dei giorni scorsi l’annuncio dell’acquisto di una partecipazione pari al 31,17% detenuta da Mattioda in Ativa, società concessionaria - in regime di prorogatio essendo le concessioni scadute il 31 agosto 2016 - delle autostrade A5 Torino-Ivrea-Quincinetto, A4/A5 Ivrea-Santhià Torino-Pinerolo e Sistema tangenziale torinese. L’esborso è di 48,9 milioni di euro. L’accordo prevede anche l’acquisizione del 10,19% detenuto dal Gruppo Mattioda in Sitaf, società concessionaria del Traforo autostradale del Frejus, per un controvalore di 53,6 milioni euro. La nuova compagine azionaria di Ativa sarà 72,34% gruppo Astm/Sias, 17,84% Città Metropolitana di Torino, 10% Gruppo Mattioda, 0,02% altri. In Sitaf invece le due società del gruppo Gavio avranno il 47,08%, mentre il 51,09% è detenuto da Anas e l’1,83% da altri soci.
“L’acquisizione della partecipazione in Sitaf, un asset di lunga durata che gestisce l’unico traforo alpino autostradale che sarà dotato di due canne per collegare Italia e Francia - spiega una nota - assume per il Gruppo Astm/Sias una particolare valenza strategica in quanto consente un consolidamento della propria presenza sul mercato italiano e una semplificazione dell’azionariato e della governance della società...”.
E per chi non lo sapesse oggi Gavio già è concessionario di buona parte della rete autostradale del nord. E sono la A4 Torino-Milano, la A21 Torino-Piacenza e Piacenza-Brescia, la A12 Sestri Levante-Livorno-Viareggio-Lucca-Fornola-La Spezia, la A15 La Spezia-Parma, la A5 Quincinetto-Aosta, la A10 Savona-Ventimiglia, la A6 Torino-Savona, la A33 Asti-Cuneo
La morale è che capita tuttoquesto a pochi giorni dall’annuncio, sempre dello stesso Gruppo Gavio di aver fuso insieme due società quotate a Piazza Affari, Astm e Sias, in una one company.
Una super holding industriale delle concessioni autostradali, delle costruzioni (tramite Itinera) e dell’ingegneria operante anche sui mercati esteri, con Ecorodovias in Brasile. Il riassetto sarebbe stato favorito dall’arrivo lo scorso autunno del fondo Ardian (col 40%) accanto ai Gavio (al 60%) nella Nuova Argo Finanziaria, che oggi ha in mano direttamente e indirettamente il 58,7% di Astm, la quale a sua volta detiene il 63,5% di Sias. Tra gli advisor ci sono Unicredit, Jp Morgan e Mediobanca.Le mani su Ativa...
La domanda che ci si pone adesso è come mai tutto questo gran fermento intorno ad Ativa?
Inutile star qui a girarci tanto intorno. Quel che fa acquolina in bocca al Gruppo Gavio è la gara (scadenza 16 novembre) per l’assegnazione ad un unico gestore dell’A5 Torino-Quincinetto con la Ivrea-Santhià, la Torino Pinerolo e la Alessandria Piacenza.
“Un unico affidamento e un sistema tariffario congiunto per sfruttare meglio le economie di scala...” aveva sentenziato il sottosegretario ai trasporti Michele dell’Orco, chiamato a rispondere ad una sua interpellanza urgente sulle concessioni autostradali presentata dall’onorevole Federico Fornaro (LeU).
L’operazione è servita a far fuori un concorrente nel silenzio generale del mondo politico. Aevitare cioè che Ativa di cui Mattioda aveva il controllo fino all’altro ieri partecipi alla gara del 16 novembre.
Un investimento peraltro indolore e a costo zero considerando le clausole fissate dal Ministero.
Tra gli obblighi del nuovo concessionario, oltre ad un piano finanziario della durata di 12 anni c’è anche il pagamento di circa 305 milioni di euro agli attuali concessionari (171 milioni per Ativa e 134 per Satap)che a questo punto, dopo l’acquisto di un ulteriore 30% di Ativa da parte di Gavio diventerebbero quasi tutti soldi per il Gruppo Gavio. Ricapitolando: se Gavio dovesse perdere la gara se li farà dare da chi ha vinto, se la dovesse vincere gli basterà liquidare l’ulteriore 10 per cento di Mattioda e il 17 della Città Metropolitana. Chapeau!
Il nodo idraulico di Ivrea
Tra gli obblighiindicati nel bando, oltre al nodo idraulico di Ivrea, anche l’adeguamento sismico di tutti i cavalcavia e dei sovrappassi e un piano di risanamento acustico.
Alle cifre indicate si aggiungono, infine, circa 685 milioni per la manutenzione ordinaria, più l’obbligo di mantenimento di tutto il personale, un nuovo sistema tariffario e tutt’intorno a Torino anche un nuovo sistema di pagamento attraverso il Free-flow Multilane con eliminazione dei caselli della Falchera, di Bruere, Settimo Tangenziale, Beinasco, Trofarello e Vadò.
Nel senso che si pagherà anche in assenza di caselli, che non è proprio quel che stanno invocando da mesi alcuni sindaci. Ancor meno si prevede l’eliminazione dei caselli sulla To5 per trasformare un pezzo di autostrada in circonvallazione di Ivrea.
Epperò mentre i sindaci si Beinasco e Rivoli hanno già richiesto e ottenuto un incontro al Ministero per il 6 novembre e andranno lì a battere i pugni sul tavolo l’eporediese sembra caduto in un sonno profondo.
Aldilà di come finirà - e con molta probabilità resterà tutto nelle mani del Gruppo Gavio - quel che non si è ancora capito è se si siano o meno conteggiati gli utili realizzati dai privati in questi anni di proroghe, il tutto in detrazione ai conteggi per il subentro.
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