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16 Ottobre 2019 - 10:50
CARLO GIACOMETTO FORZA ITALIA
“Fra le occasioni mancate dal recente bando per la concessione del sistema tangenziale di Torino e di tratti autostradali Torino-Piacenza, Torino-Quincinetto e Torino-Pinerolo, vi è senza dubbio il tema della chiusura ad est dell’anello tangenziale di Torino. Argomento, quest’ultimo, ormai escluso da troppi anni dal dibattito politico, ma che continua a rappresentare per il chierese e per il chivassese in particolare, ma per l’intera area metropolitana di Torino in generale, un grave deficit infrastrutturale; e che, a buon diritto, avrebbe potuto essere un elemento qualificante della nuova concessione pluriennale”. Così in una nota Carlo Giacometto, deputato di Forza Italia componente della VIII Commissione Ambiente Lavori Pubblici alla Camera. “Così come la richiesta della Città metropolitana di Torino e dei sindaci della prima cintura di eliminare i caselli di Settimo, Beinasco, Rivoli e Vadò attuali caselli della tangenziale, passando eventualmente ad un sistema di pedaggiamento tramite abbonamento, il cosiddetto bollino - aggiunge l’esponente azzurro - Su questo argomento, per iniziativa della collega Daniela Ruffino, oggi in Commissione il nuovo Viceministro alle Infrastrutture Cancelleri ha risposto ad una nostra interrogazione sottolineando come nel bando sia previsto da parte del concessionario subentrante la redazione, entro un anno, di una ‘progettazione di fattibilità tecnica ed economica, con correlata analisi costi-benefici’. Al di là dell’ennesimo ricorso alla formula magica che ha reso famoso il mai rimpianto precedessore dell’attuale Ministro De Micheli, si tratta di un impegno assolutamente generico e non particolarmente concreto, sulla cui serietà peraltro non mancheremo di vigilare. Insomma, si tratta di un bando in cui il Ministero, sia la precedente versione gialloverde, sia l’attuale giallorossa, non ha tenuto in considerazione le legittime richieste del nostro territorio: come piemontesi, al momento ne prendiamo atto con rammarico ma non rinunceremo a rappresentarle in tutte le sedi”.
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