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NOMAGLIO. Casa delle Ferie: è polemica per l’affido a Mary Poppins

NOMAGLIO. Casa delle Ferie: è polemica  per l’affido a Mary Poppins

Patrizia Ferrando

È polemica sulla Casa per le Ferie e su quello che sarà il suo nuovo gestore: la cooperativa Mary Poppins, specializzata nell’accoglienza dei migranti. A sollevare il caso è Patrizia Ferrando, arrivata seconda nella graduatoria finale del bando per l’assegnazione dello stabile. È proprio  lei a raccontare la storia della Casa, una storia che parte da molto lontano. “Questa struttura è stata ristrutturata sei anni fa tramite i fondi Gal, il Comune non spese quasi niente. Due anni fa, io mi presentai a Nomaglio, la mia famiglia ha una baita in paese e volevamo metter su una fattoria didattica. La prima cittadina ci disse di usare come struttura ricettiva la casa per le ferie. Io diedi la mia disponibilità e, insieme alla mia famiglia, ci imbarcammo nel progetto. Mio figlio fa il cuoco, mia nuora la cameriera, ci credevamo”. A quel punto parte il lungo, lunghissimo percorso burocratico. “L’amministrazione mi disse di partecipare al bando Gal e io lo feci, stessa cosa anche per il Mip (Mettersi in proprio), il direttore dell’Ascom di Ivrea mi fece da tutor per un anno e mezzo. La sindaca, Ellade Peller era al corrente di tutto e nel luglio del 2018 presentai il business plan al Gal. Il progetto, in prima battuta, non andò a buon fine perché la casa per le ferie non era mia e serviva un nulla osta da parte del Comune. La sindaca mi disse di nuovo di stare tranquilla e ripresentai tutto e il Gal mi assegnò un contributo da 20 mila euro. Che, con il senno del poi, per fortuna non ho mai ritirato visto che la casa per le ferie non l’ho mai avuta”. Si arriva, poco dopo, al primo bando per l’assegnazione della struttura. Un bando che, secondo l’amministrazione, andrò deserto. Eppure, la Ferrando, racconta come le cose non siano andate esattamente così. “Ma quale bando deserto?! Io mi sono licenziata e mi sono aperta una partita per partecipare a quel bando. Presentai la mia proposta ma avevo dimenticato di allegare la carta d’identità ai documenti. La Peller mi disse di nuovo di stare tranquilla, che avrebbero fatto un nuovo bando su misura per me, ma le cose, come vedo, sono andate diversamente”. E in effetti, in estate, la casa per le ferie se l’è aggiudicata la cooperativa sociale Mary Poppins. “Guarda caso hanno vinto gli stessi che lavorano al Consorzio InRete con la Peller, chissà come mai. Nel bando si parlava di creare una struttura ricettiva, turistica e invece ora la struttura sarà gestita da un ente che si occupa di immigrati, ma cosa c’entra? Pare che adesso si parli, invece, di un casa per il sociale non più a vocazione turistica. Ma con il bando presentato tutto questo non ha nulla a che fare. L’amministrazione ha giocato con la mia vita, io mi sono licenziata, ho creduto in un progetto e alla fine sono rimasta a piedi, tutto questo non è giusto e non deve succedere”.
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