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QUAGLIUZZO. Barlese: “Non porteremo in consiglio il testo sulla fusione”

QUAGLIUZZO. Barlese: “Non porteremo in  consiglio il testo sulla fusione”

Procede l’iter per la nascita del nuovo comune, da circa 1500 abitanti, che dovrebbe mettere insieme Quagliuzzo, Parella, Strambinello e Colleretto Giacosa. Un’idea nata, a fine luglio, dal nuovo presidente dell’Unione Terre del Chiusella e sindaco di Parella, Marco Bollettino. Tra martedì, mercoledì e giovedì, il documento scritto da Bollettino, sarà discusso all’interno dei consigli comunali di Parella, Colleretto Giacosa e Strambinello. Il primo passo, formale, per arrivare, entro il 2021, alla nascita del nuovo Comune. Un passo avanti che, però, potrebbe rilevarsi inutile vista la dura presa di posizione da parte del sindaco di Quagliuzzo, l’unico dei quattro contrario alla fusione. “Noi non porteremo nulla in consiglio comunale - spiega Ernesto Barlese - giovedì sera abbiamo fatto una riunione con la nostra minoranza, tutti insieme, e abbiamo deciso che per noi questo tipo di fusione non è sostenibile, per noi è un progetto da respingere. Noi non siamo contro le fusioni a prescindere ma un lavoro fatto così, in 6 mesi, non ci convince per niente. Le cose bisogna farle bene. Senza di noi Strambinello non potrà partecipare al progetto, andranno avanti solo Colleretto e Parella? Il sindaco di Parella ci ha detto che ho si farà la fusione oppure l’unione non avrà più senso di esistere, ma lo ha deciso lui? Per noi l’unione è ancora uno strumento utile”. Parere totalmente opposto, invece, da parte del primo cittadino di Strambinello, Angelo Corzetto. “Porteremo il documento in consiglio giovedì e ne discuteremo. Questo non vuol dire che la fusione si farà di sicuro ma è l’inizio di un lungo iter di discussione e confronto, fino all’eventuale referendum. Le critiche delle opposizioni? Ci hanno capito poco. La fusione non è questione di poco contro, è un progetto importante e complesso che va analizzato nel dettaglio, in tutte le sue sfaccettature. Qui, molti, ne fanno una questione di soldi ma c’è molto di più, non si fa la fusione solo perché conviene economicamente. C’è un discorso sui servizi e sulle difficoltà che, noi, piccoli comuni, facciamo fatica a garantire. Un Comune più grande avrebbe più personale e, magari, sarebbe in grado di dare qualcosa in più ai suoi cittadini rispetto a quello che succede oggi. Ragioneremo su queste cose tutti insieme”. Questo il cronoprogramma che sarà discusso nei consigli comunali in programma nei prossimi giorni. “Entro il 15 settembre i quattro Consigli comunali votano un parere formale su questo programma; entro fine settembre, se tutti e quattro Consigli hanno dato parere favorevole, il Consiglio dell’Unione Terre del Chiusella delibera di creare i gruppi di lavoro che dovranno elaborare il progetto politico di fusione; i gruppi di lavoro (GdL) avranno sei mesi di tempo per elaborare, tramite riunioni, alcune delle quali anche aperte al pubblico, e incontri con esperti la parte programmatica del progetto di fusione; marzo 2020: il Consiglio dell’Unione approva i lavori dei GdL e, contestualmente, il progetto di fusione; marzo 2020: i singoli Consigli comunali approvano il progetto di fusione e lo inviano alla Regione Piemonte; autunno 2020: referendum consultivo e, in caso di esito positivo, trasferimento del personale e organizzazione degli uffici in vista della fusione; 1° gennaio 2021: nascita del nuovo Comune”.

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