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26 Agosto 2019 - 19:24
Matteo Vacca Cavalotto è il preside più giovane d'Italia
Classe 1988. Sulle spalle già sette anni di insegnamento di cui due di ruolo. Matteo Vacca Cavalotto, con i suoi 31 anni è il dirigente scolastico più giovane d’Italia e da lunedì 2 settembre guiderà l’istituto comprensivo di Montanaro - Foglizzo.
Basta scorrere la graduatoria nazionale per averne conferma. Un elenco di 3420 aspiranti alle poltrone di preside di tutto lo Stivale, all’interno del quale Vacca Cavalotto è al 760 esimo con un punteggio di 180,5.
“Sono felice ed entusiasta di avere la possibilità di guidare questo istituto - dichiara il nuovo dirigente -. Con il fondamentale lavoro dei docenti e di tutti gli operatori scolastici, la collaborazione delle famiglie e il supporto del territorio si possono ottenere degli ottimi risultati”.
Originario di Valperga, dopo la maturità scientifica si è laureato in scienze della formazione primaria.
Ad insegnare ha iniziato praticamente subito. Nella scuola primaria di Castellamonte per sei anni. Poi un anno a Favria. Nel 2017, la svolta, con la decisione di tentare il concorso come dirigente scolastico. “E’ stato un percorso duro - racconta - la prima prova nel luglio del 2018. Una srta di scrematura. Ad ottobre, poi, lo scritto e solo a maggio di quest’anno la prova orale”.
Prove superate brillantemente da quest’insegnante temprato da anni di studio e da uno sport duro come il podismo.
Ora che i giochi son fatti, le idee su come impostare il suo lavoro, Vacca Cavalotto le ha ben chiare: “Sarà importante potenziare le conoscenze trasformandole in competenze, affiancando il sapere al saper fare”. Imprescindibile, per lui, l’aspetto umano: “Punterò moltissimo sull’inclusione. La mia esperienza come insegnante di sostegno all’interno della scuola primaria, è stata fondamentale in tal senso”. Altro grande punto fermo nella sua dirigenza sarà l’educazione all’utilizzo consapevole delle tecnologie: “Le nuove generazioni spesso sono già molto avanti con l’utilizzo del digitale. Quel che manca sono gli strumenti per un utilizzo consapevole. E su questo è importante che la scuola punti molto”. Proprio per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, Cavalotto spiega: “E’ importante che la scuola sia al passo con i tempi . Pur essendo consapevole del fatto che le risorse a disposizione siano limitate, ritengo che anche con poco si possa fare molto. Negli ultimi anni ho visitato le scuole di Svezia e Danimarca e studiato i loro modelli scolastici. Lì hanno strumenti didattici importanti, ma quel che colpisce maggiormente sono le metodologie innovative. Ed è a questo che penso quando dico che anche con poco si può fare molto”.
Altri punti fondamentali saranno l’educazione ambientale e al teritorio e lo sport. “E’ importante che i bambini imparino il rispetto per l’ambiente sin da subito e che conoscano il territorio in cui vivono. Per quanto riguarda lo sport, la scuola deve promuoverlo come veicolo di socializzazione e di crescita personale”.
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