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IVREA. Video poker, stalking, tradimenti. La storia d’amore finisce in aula

IVREA. Video poker, stalking, tradimenti. La storia d’amore finisce in aula

Video poker, debiti, tradimenti e stalking nel processo celebrato ad Ivrea nei giorni scorsi dinnanzi al giudice Elena Stoppini. Un uomo residente in un Comune dell’Eporediese, Andrea, è accusato di atti persecutori e lesioni personali nei confronti della moglie Lucia (nomi di fantasia Ndr).

I due si sono sposati nel 2007. Un rapporto normale, come tanti altri, con alti e bassi e qualche problema economico. Ma appena cinque anni dopo Lucia ha scoperto che il marito giocava ingenti somme di denaro ai video poker. “Ero sicura che sul conto dovessero esserci più soldi - ha spiegato in aula -. Quando ho scoperto che aveva un problema con il gioco gli ho chiesto di farsi aiutare, mi ha assicurato che non avrebbe più giocato”. Nel 2014 la donna ha capito che il marito non aveva smesso. “A quel punto gli ho detto che avrebbe dovuto farsi curare oppure la nostra storia sarebbe finita”. Andrea ha frequentato il Sert, due o tre incontri, poi basta. “E da quel momento ha cominciato ad accusarmi di infedeltà”. È l’inizio di un lungo calvario. “Mi trattava come una poco di buono, una sera in camera da letto è arrivato a dirmi che aveva voglia di sbattermi un po’, non ci ho più visto e l’ho mandato via di casa”. L’allontanamento è durato poco. I due si sono riappacificati, ma la situazione non è migliorata. Una sera Andrea le ha chiesto di mettere a letto le bambine e chiamare i suoi genitori per parlare. Ha fatto sentire a tutti una registrazione fatta presumibilmente sul posto di lavoro. “Ho scoperto che mi metteva il registratore in borsetta - ha proseguito Lucia -. E aveva anche montato un gps in macchina per seguire i miei movimenti”. 

A settembre 2015 la moglie ha chiesto la separazione, diventata realtà a giugno 2016. “Col tempo mi sono resa conto che la sua aggressività seguiva ad una precedente richiesta di soldi. Quando rifiutavo, si scatenava”. Un’escalation che ha trovato il suo culmine il 31 ottobre del 2017, nel parcheggio dell’azienda di Ivrea dove lavora la donna. “Sono salita in auto, ho messo in moto ma mi lui mi ha aperto la portiera, dicendomi di andare a fare un giro con lui perché doveva parlarmi - ha raccontato in aula -. Ho detto che non sarei andata da nessuna parte con lui, lui mi ha presa per i capelli, mi teneva la testa tirata indietro, mi prendeva a schiaffi. Ero seduta in auto, provavo a difendermi. Nella concitazione mi è venuto in mente solo di suonare il clacson e così se n’è andato”. Al Pronto Soccorso di Ivrea il medico ha certificato una tumefazione alla palpebra superiore, una ferita lacero contusa al labbro inferiore e dolori al movimento del collo. Lei decide di denunciare. A marzo 2018 viene disposta la misura del divieto di avvicinamento.

L’imputato in Tribunale ha negato quasi tutto. Non avrebbe mai messo il registratore nella borsa dell’ex moglie.  Mentre il gps sarebbe sì stato installato, ma per un servizio legato all’assicurazione. “E mia moglie lo sapeva - ha spiegato -. Solo non sapeva cosa si potesse fare con quel dispositivo. Poi l’auto era mia”. Era infatti intestata alla donna ma comprata con i suoi soldi. Sul conto, dal quale è stato estromesso dalla moglie quando ha scoperto il suo vizio del gioco, l’uomo aveva depositato 100mila euro regalati da un amico dopo una vincita milionaria.

Andrea ha però ammesso di avere pedinato la donna in un paio di occasioni. “Ma solo perché il legale che avevo contattato mi disse di trovare prove del tradimento”. E sulla presunta aggressione del 31 ottobre? “Ero arrabbiato, le ho chiesto di vederci per la situazione di poca pulizia delle nostre figlie. Le ho detto che avrei chiamato gli assistenti sociali e lei ha cominciato a darmi calci e schiaffi, io l’ho semplicemente allontanata”.

L’uomo ha parlato anche delle continue richieste di denaro. “Mi servivano per andare avanti - ha concluso -.  Rivoglio tutti i soldi che ho investito nei lavori fatti gratuitamente a casa dei suoi genitori”. La prossima udienza è fissata al 17 settembre alle ore 15.

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