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05 Luglio 2019 - 11:03
L’assemblea della celebrazione del modello settimese. L’orgoglio locale rivendicato davanti al segretario provinciale, Mimmo Carretta, e alla coordinatrice regionale, Paola Bragantini. Si può sintetizzare così la mattinata di domenica 30 giugno sotto il tendone della festa dell’unità del Partito Democratico di Settimo, per parlare delle elezioni e del futuro della città. Tanti interventi e alcune facce nuove, quella della nuova classe dirigente che governerà la città almeno per i prossimi cinque anni e poi chissà. Qualcuno, però, invita anche tutti a stare con i piedi per terra. “Non mitizziamo Elena - intima Massimo Bergamini, membro della direzione locale del Partito - ha fatto qualcosa di strepitoso ma è umana come tutti, con pregi e difetti, avrà sempre bisogno del nostro sostegno e aiuto”. Silenzio assoluto, invece, della componente democristiana. Antonello Ghisaura e Co hanno presenziato all’assemblea in religioso silenzio di fronte al discorso della neo prima cittadina. “Abbiamo creato un gruppo nuovo - racconta il sindaco Elena Piastra - nel passato, il sindaco che qui, a Settimo, iniziava la sua esperienza amministrativa aveva le spalle forti, oggi, invece, c’è un enorme riflettore puntato sulla città. Il partito ci guarda sperando di ricavare qualcosa, pregi o errori da non commettere. Questo ci lascia più soli, è vero, ma dall’altro lato ci dà una grandissima responsabilità. Ancora oggi c’è gente che mi scrive per dire di non fare cavolate, siamo sotto osservazione, molti sperano in noi”. Gli ultimi passaggi, poi, la prima cittadina li riserva al passato, prima, e, poi, al futuro della città. “Non abbiamo la necessità di cancellare il passato, di vendicarci, queste cose non servono. La nostra forza sarà quella di governare bene, di lavorare per la città, non serve altro. Ci saranno malumori, ci sono già stati in questa settimana, me ne assumo tutta la responsabilità, se c’è qualcosa che non va venite da me. Qui a Settimo abbiamo costruito qualcosa di bello, io mi impegnerò qui per dieci anni ma spero che il partito possa prendere in considerazione qualcuno che possa andare altrove”. Per il parlamento è presto. Per la Regione in pole position c’è l’assessore Daniele Volpatto, già a lavoro per il 2024. La prima ad usufruire dell’appoggio del partito torinese, però, potrebbe essere Caterina Greco. Probabile nuova segretaria di circolo a Settimo e in lizza per le amministrative torinesi del 2021. “Qui abbiamo fatto la storia, dobbiamo dircelo. Spero che questo sforzo possa essere riconosciuto dal partito in modo importante. Ce l’abbiamo fatta con difficoltà e divisione e abbiamo dimostrato di esserci, nonostante le divisioni, le difficoltà e tanto altro. Abbiamo costruito un nuovo progetto insieme ai giovani, insieme alle tante civiche. Ora dobbiamo dare risposte concrete ai cittadini, caratterizzarci, pensiamo ai temi economici. Il problema non è l’immigrazione ma arrivare a fine mese”. A proposito di giovani, poi, parole importanti sono arrivate dal neo consigliere del Pd, Luca Capussotto. Il più giovane di tutta la compagnia. “I ragazzi della mia età sono stati fondamentali - spiega - non è vero che non vogliono interessarsi alla politica, la verità è che vanno coinvolti, non solo ogni cinque anni ma sempre. Spesso è la politica che non si interessa ai giovani, non il contrario. Tra 10, 15 anni avremo una classe dirigente vecchia anche qui a Settimo, per questo dobbiamo lavorare sui ragazzi. Io penso che il modello settimese possa essere esportato, prima a Torino, poi in Regione e anche per il paese. Smettiamola, poi, di litigare tra correnti, il nostro avversario è Salvini. Anche i discorsi sul moderatismo li trovo inutili, Salvini dà risposte nette in un verso, noi dobbiamo fare lo stesso in direzione opposta”. Ha chiuso la mattinata, infine, la segretaria del Pd, Chiara Gaiola, alla sua ultima assemblea alla guida del Partito, a breve, infatti, si dimetterà per poi arrivare alla scelta del nuovo segretario di circolo. “Per me questo è un arrivederci ma è anche un nuovo inizio per tutti. A me non frega più niente degli equilibri interni, ora dobbiamo guardare al domani, tornare nelle periferie, nei mercati e parlare con la gente”.
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