Cerca

SETTIMO. Nomina dei due membri di Fondazione Ecm, ma ce n’è soltanto uno

SETTIMO. Nomina dei due membri di Fondazione Ecm, ma ce n’è soltanto uno

In foto, i banchi dell’opposizione

Conclusi i festeggiamenti, nel primo consiglio comunale della nuova amministrazione, non sono mancate le polemiche da parte delle opposizioni. Nel mirino della minoranza è finito il penultimo punto all’ordine del giorno: la nomina dei nuovi membri del consiglio generale della Fondazione Ecm. “Una delibera illegittima”, così le minoranze, uscite dall’aula al momento del voto, hanno bollato l’atto approvato dalla maggioranza. Di cosa parliamo? Si tratta dell’organo di controllo della Fondazione che vede al suo interno tre membri: il sindaco o un suo delegato, in qualità di presidente, e due delegati del consiglio comunale in rappresentanza di maggioranza e minoranza. Il consiglio generale è l’organo che delibera gli atti fondamentali della fondazione: bilancio, consiglio di amministrazione, revisore dei conti ecc ecc.

Passaggi, questi, che secondo le opposizioni si sarebbero dovuti fare nel prossimo consiglio comunale. “L’articolo 22 dello statuto - attacca Massimo Del Vago, capogruppo dei 5 Stelle - dice che nel primo consiglio c’è l’insediamento, non si può entrare nel merito di delibere simili nella prima seduta. Non c’è nessuna necessità, non c’è urgenza, si poteva aspettare. Cinque anni fa questa delibera fu portata a dicembre, dopo aver fatto un bando per trovare le persone che avessero le giuste competenze, oggi non possiamo fare così?”. Duro anche il capogruppo di Sinistra Civica, Fabrizio Puppo. “È una questione di metodo, non si è mai portata una delibera simile al primo consiglio comunale, noi questa sera non siamo in grado di fare nessun nome, non parteciperemo al voto”. Per il capogruppo della Lega, Antonio Mencobello, si tratterebbe di una delibera illegale. “Noi non parteciperemo al voto, non vogliamo essere corresponsabili di una delibera che è in chiaro contrasto con l’articolo 10 dello statuto e quindi è illegittima”. A difendere la scelta dell’amministrazione ci ha pensato la prima cittadina Elena Piastra, partendo da un fatto: ad oggi, dopo la decadenza dell’ex presidente di Fondazione Ecm, Aldo Corgiat, la struttura si ritrova senza organi di governo. “Penso che queste richieste siano anomale, oggi non c’è nessuno che gestisce la fondazione più importante della città e forse del Piemonte. C’è solo il direttore che sta portando avanti l’ordinaria amministrazione. La necessità esiste e qui viene chiesto alla Fondazione che gestisce tutto il patrimonio culturale della città di stare ferma per un mese. Qui non c’è nessuna illegittimità, gli articoli da voi citati fanno riferimento alle nomine del sindaco, oggi, invece, parliamo di scelte di competenza del consiglio. I bandi? Sono stati utilizzati solo 5 anni fa, lo statuto di Ecm non li richiede”. Parole inutili per la minoranza che ha deciso di abbandonare l’aula senza nominare il componente spettante all’opposizione. Per la maggioranza, invece, il nome per il consiglio generale è quello di Michele Fornasero, importante produttore cinematografico torinese. La presidenza del consiglio generale, invece, almeno per il momento, in attesa di nuove nomine, resta alla prima cittadina Elena Piastra. Lunedì mattina, la minoranza, ha protocollato una lettera per chiedere di nuovo di scegliere i membri del consiglio generale di Ecm tramite un bando. Al netto di questo, le opposizioni, alla fine, dovrebbero confermare il nome di Patrizio Saraceni (lo stesso di 5 anni fa).

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori