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03 Luglio 2019 - 11:42
Arriverà dai risultati della perizia balistica la prova della verità sull’uccisione di Ion Stavila, il moldavo di 24 anni, raggiunto da un proiettile calibro 357 esploso dalla revolver di Franco Iachi Bonvin la notte tra il 6 e il 7 giugno, durante il tentativo di furto nel bar sotto la sua abitazione e poi morto sul marciapiede. Accertamenti svolti venerdì, dalle 10 alle 15, da Stefano Conti, il super consulente nominato dalla Procura di Ivrea.
Sono durati circa cinque ore gli accertamenti balistici alla presenza anche del consulente della difesa, Felice Nunziata di Napoli e del sostituto procuratore Giuseppe Drammis titolare del fascicolo. Per calcolare le traiettorie dei proiettili sparati è stata riprodotta fedelmente la scena: nel cortile è stato riportato il furgoncino rubato da Ion Stavila e dai due complici (ancora ricercati). E’ stato attivato anche l’antifurto, che quella notte avrebbe attirato l’attenzione di Franco Iachi Bonvin.
Resta da capire quanti colpi il tabaccaio abbia esploso. Nel tamburo della revolver 357 erano state trovate sette cartucce: una sola, al momento, l’ogiva recuperata la notte stessa della sparatoria, quella conficcata nella macchinetta cambiamonete rubata nel bar. Venerdì mattina la polizia scientifica ha cercato anche le altre sei ogive, tra cui quella che ha ucciso il moldavo e che gli ha trapassato il cuore. Dal risultato dell’autopsia eseguita sul corpo di Ion Stavila dal medico legale Roberto Testi, non ci sarebbero dubbi: il proiettile mortale sarebbe stato sparato dall’alto verso il basso. Ma da quale balcone dell’abitazione? Per dare una risposta a questa domanda, il consulente della procura supportato dalla scientifica ha anche calcolato le probabili traiettorie dei colpi sparati da due balconi al secondo piano dell’abitazione. I risultati della perizia balistica saranno comunicati entro sessanta giorni, salvo supplementi d’indagine. Un momento cruciale dell’indagine che dovrà far piena luce sull’uccisione del moldavo durante quel tentativo di furto. Invita alla cautela il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando: “Si è trattato di un sopralluogo scientifico al fine di ricostruire la dinamica e le traiettorie degli spari da tutte le angolazioni possibili. Dovremo poi comparare gli esami scientifici con quelli dell’autopsia nell’auspicio che un eventuale interrogatorio con l’indagato possa finalmente chiarire la vicenda”. Interrogatorio a cui Franco Iachi Bonvin non si è mai sottoposto perchè si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del procuratore. Il tabaccaio ha nel frattempo allargato il collegio difensivo nominando il professor Mauro Ronco del Foro di Torino da affiancare al legale di fiducia Sara Rore Lazzaro di Ivrea.
“Per affrontare un eventuale interrogatorio attendiamo che siano ultimate le indagini. Da quella notte il mio assistito è molto provato” si limita a commentare l’avvocato Sara Rore Lazzaro. Per Franco Iachi Bonvin non è certo un periodo facile e trascorre notti insonni. E ieri, durante il sopralluogo, il tabaccaio e la moglie non hanno voluto essere presenti. A fornire supporto agli inquirenti c’erano solo i figli.
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