Nell’ambito delle linee programmatiche del biennio 2017-2019 del Soroptimist d’Italia si inserisce il progetto Donne@Lavoro, con l’Azione SI – sostiene che rivolge particolare attenzione alle donne delle fasce sociali in difficoltà.
Due Club, quello di Torino e quello di Ivrea e Canavese, si sono uniti per offrire un corso di formazione professionale con mentoring e rilascio di certificato, dedicato a donne di categorie fragili, in particolare ad alcune detenute della Struttura ICAM (Istituto a custodia attenuata per detenute madri) della Casa Circondariale “G. Lorusso – I. Cutugno” ex Vallette di Torino.
E’ stato così possibile realizzare per le detenute madri un corso per diventare gelataia che ha dato loro le competenze per trovare un’occupazione una volta uscite dal percorso penitenziario. Inoltre il corso frequentato permette loro di preparare il gelato per i propri bambini e per le compagne con cui condividono la detenzione.
Una rappresentanza dei due Club Soroptimist con le rispettive presidenti, Federica De Dominicis per il Club di Torino e Gabriella Nobile per il Club di Ivrea e Canavese e la partecipazione della vice presidente nazionale di Area Adriana Macchi, sono state accolte, giovedì 14 marzo scorso, dal direttore della Casa Circondariale Domenico Minervini, dalla docente formatrice Rosa Pinasco, dalla funzionaria giuridico-pedagogica dott.ssa Maria Franchitti, dalla psicologa e alcune agenti di polizia penitenziaria, per incontrare e consegnare alle frequentatrici del corso i certificati di formazione.
Dopo i rituali saluti, è seguito un momento conviviale in cui le donne che hanno frequentato il corso hanno presentato e fatto degustare alle ospiti il frutto del loro lavoro: ottimi gelati di svariati gusti e presentati in modo davvero professionale.
Assaggiando i gelati e conversando con le giovani detenute mamme è stato più facile far loro esprimere l’entusiasmo e l’impegno profuso per il corso frequentato che ha offerto loro un’opportunità di crescita personale che incide positivamente sul loro benessere e processo di emancipazione. La consapevolezza e convinzione acquisite hanno fatto comprendere che, formandosi e imparando un mestiere, si possono aprire reali prospettive di inserimento in un contesto lavorativo una volta terminata la detenzione.
A fine incontro, per noi Soroptimiste, durante i saluti a queste giovani mamme detenute, è stato facile cedere a un momento di commozione: speranza e uno spiraglio di luce in un prossimo futuro illuminavano i loro occhi e davano un senso al nostro impegno. Non le dimenticheremo. Ines Bisi
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