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LESSOLO. La sindaca Caffaro a processo ad Ivrea per le fatture della volpianese Cami spa

LESSOLO. La sindaca Caffaro a processo ad Ivrea per le fatture della volpianese Cami spa

La sindaca di Lessolo Elena Caffaro

In tribunale, all’udienza di mercoledì mattina, di fronte al giudice Elena Stoppini, lei non c’era. “Dimostreremo l’estraneità ai fatti che ci vengono contestati”. Elena Caffaro, 46 anni, sindaco di Lessolo, ha lasciato a rappresentarla l’avvocato Stefano Comellini del foro di Torino. E’ accusata insieme ad altri due componenti del Consiglio di Amministrazione della Cami spa (società già sciolta) di Volpiano di una serie di reati connessi alle vicende giudiziarie in cui è incappata la New Line di Reggio Emilia. Elena Caffaro, in qualità di consigliere del cda della Cami, insieme all’allora presidente Luciano Formento, 65 anni, e l’ex amministratore delegato Giuseppe Colombotto, 63, entrambi di Torino, è imputata per l’emissione di fatture per presunte operazioni inesistenti. I fatti riguardano il periodo tra il 2010 e il 2014. Tutto ha origine da un controllo tributario dell’Agenzia dell’Entrate e dalla Guardia di Finanza sulla contabilità della New Line di Reggio Emilia. Era il 2015. L’azienda emiliana, il cui fallimento finì sui giornali locali e che generò un crac da 270 milioni di euro, commerciava regolarmente biciclette. “La New Line aveva un’attività effettiva nel commercio di biciclette - ha spiegato in aula il luogotenente della Guardia di Finanza, Carlo Romano -, non poteva così essere considerata come una vera e propria cartiera. Di fianco ad un’attività regolare, ne aveva una irregolare: c’era una movimentaziore di materia plastica ma non c’erano tracce...”. La New Line operava, oltre che nel ramo delle biciclette, anche nel commercio della plastica. Un’attività che, però, sarebbe stata completamente sconosciuto al fisco e che veniva esercitata anche con l’ausilio di autotrasportatori non in regola con i permessi. In particolare erano due i finti corrieri finiti sotto la lente degli inquirenti: non erano iscritti all’albo degli autotrasportatori e non avevano un furgoncino. Uno aveva una ditta di demolizioni di edifici e l’altro era titolare di una partita iva per consulenza amministrativa. Tra i tanti clienti della New Line c’era, appunto, la Cami spa di Volpiano, specializzata nella produzione di gomma e plastica. Secondo l’accusa, rappresentata in aula dal sostituto procuratore di Ivrea Alessandro Gallo, la società volpianese avrebbe contabilizzato nei bilanci fatture per l’acquisto di plastica dalla New Line che sarebbero risultate poi false. “Oltre alle fatture non abbiamo trovato contratti, preventivi, mail e quant’altro che fossero preparatori delle fatture che sarebbero poi state emesse”, ha aggiunto il finanziere in aula. Un meccanismo che avrebbe generato alla Cami spa imposte evase per oltre cento mila euro. Il processo ai tre membri del cda dell’azienda volpianese è appena iniziato.
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