Ebbene sì. Il presidente della Fondazione Guelpa Luca Beatrice, anticipando un possibile azzeramento del cda, si è dimesso “irrevocabilmente”. Lo ha già comunicato al sindaco e fomalizzerà la decisione domani, al massimo dopodomani.
Tutto è precipitato ieri pomeriggio, subito dopo il cda convocato per decidere un paio di cosette e finito con l’ennesimo scontro tra lui e il consigliere Franca Vallino per questioni di forma, ma anche di sostanza. Morale? Finita la riunione avrebbero tutti voluto fuggire via a gambe levate e lo avrebbero anche fatto non fosse che il sindaco Stefano Sertoli gli è corso dietro ricordando dell’audizione in commissioe cultura allargata a tutti i cosiglieri comunali.
Da qui in avanti, seduti attorno ad un tavolo, la parola è tornata a Vallino con tutte le cose già scritte e riscritte sulla delibera illegittima riguardante l’acquisto di due quote (pari a 50 mila euro) del capitale sociale Mozart.
Sul punto nessuno ha avuto il coraggio di contraddirla e il dibattito, in alcuni momenti, è sceso al livello più basso mai raggiunto da queste parti... Di fatto però a difendere le ragioni di Beatrice sono rimasti in due, il sindaco e il presidente del consiglio Diego Borla. Con Vallino tutta l’opposizioni, più la Lega ed è detto tutto.
“Sì, me ne vado. - stigmatizza ma non se ne dispiace più di tanto Beatrice - Ancora mi chiedo perchè mi abbiano chiamato. Per far quel che dicono loro basta un ragioniere. La verità è che sono stufo. Stufo di dover parlare di una biblioteca che neanche mi han detto dove vogliono farla. Stufo di finire tutti i gioni sui giornali. Stufo che per ristrutturare una tomba ci voglia un anno. Uno può fare questo lavoro per tre motivi: o è un pensionato o ha bisogno di visibilità (e non è il mio caso), oppure ti danno dei soldi e diventa un lavoro. Venire a Ivrea per essere meso tutti i giorni sulla graticola non è la mia aspirazione. E lascio cadere le insinuazioni sugli interessi da difendere....”.
Con un diavolo per capello anche l’altro membro del cda Marco Liore, più volte corso in aiuto di Beatrice,
“La siutazione è completamente deragliata - commenta Liore - Non si riesce a lavorare.Ma con che spirito si può partecipare ad uncda in cui ti senti dire che ne risponderemo agli organi competenti o che ci vedremo in un’altra sede? E’ il consiglio comunale che deve decidere cosa vuole fare da grande. Non mi si venga a dire però che l’acquisto di due quote di Mozart non sia previsto nello statuto. Noi siamo covinti di aver agito per il meglio ma se avessimo sbagliato il problema non c’è: siamo assicurati per 10 milioni di euro. Insomma, quest’ingerenza non è comprensibile… Se peròlo strumento Fondazione non piace più che lo dicano.Stesso discorso per la biblioteca. La polemica non ha senso. Se vogliono che sia la Guelpa ad occuparseneprendano una posizione su dove la vogliono fare.E’ stravagante pensare che noi non si possa più decidere a quali associazioni dare i contributi ma su questo argomento avremmo carta bianca ...”.
Dalla parte di Vallino il grillino Massimo Fresc. “Ci hanno provato in tutte le maniere a farla desistere ma non ci sono riusciti- gongola - Vallino ha fatto precisazioni puntuali, sui tempi, sui verbali poco dettagliati, sull’impossibilità di accedere agli atti e sulle decisioni prese. Non ci sono state risposte. Solo un atteggiamento scontroso frenato da me e da Comotto. La mia impressione è che qualcuno voglia gestire la Fondazione senza troppi lacci e impedimenti, alla faccia dei tanti proclami. Su Mozart poi è evidente che l’acquisto delle quote sia stato gestito alla carlona. Sarebbe stato molto più lineare dare un contributo ...”.
Più o meno dello stesso avviso Maurizio Perinetti del Pd. “Non si può andare avanti così - ha ammesso - Ad un certo punto Beatrice ci ha addirtura chiesto se poteva andarsene via ... A mio avviso hanno confuso il cda con un consiglio comunale, ma lì di politica non se ne dovrebbe fare... Concordo con Beatrice e con Liore sul fatto che il consiglio e la giutna debbano prendere una posizione sulla biblioteca, in caso contrario è inutile lamentarsi...”.
Quel che deve essere chiaro a tutti lo spiega Francesco Comotto. “Nessuno ha mai detto che non si dovessero dare dei soldi al Liceo musicale. Anche di più, ma non così....!”.
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