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SETTIMO. La memoria delle scuole custodita in un museo in città

SETTIMO. La memoria delle scuole  custodita in un museo in città

LE INSEGNANTI Le referenti del progetto sono Sara Paradisi, Claudia Torre, Elisa Di Franco, Deliana Veronesi

Anche Settimo avrà il suo Museo Storico della Scuola.

È da mesi che le professoresse e le maestre dell’Istituto Comprensivo Settimo I stanno lavorando per creare, all’interno della scuola primaria Giacosa e della scuola secondaria Gobetti, due musei che raccontino la storia delle scuole di Settimo. L’Istituto Comprensivo Settimo I ha aderito alla rete di Musei Scolastici nella Città Metropolitana di Torino grazie al progetto “Vuoi costruire il tuo museo scolastico?” promosso e realizzato dal Servizio Archivi, Musei e Patrimonio Culturale in collaborazione con l’Associazione Strumento Testa e con la consulenza scientifica di Indire. Le referenti del progetto sono le professoresse Sara Paradisi, Elisa Di Franco, Deliana Veronesi e Claudia Torre, oltre a molti altri insegnanti della scuola. Il progetto “Museo Scolastico” è, infatti, un insieme di oggetti che testimoniano la storia e l’identità della scuola ed è un luogo di memoria collettiva della comunità. Il Comune e la biblioteca Archimede hanno aperto i loro archivi per facilitare la ricerca di quello che Settimo era ed è tutt’ora.

“Ogni scuola ha un patrimonio- ha sottolineato Sara Paradisi - e quello che vorremmo fare non è solo una raccolta di materiale che abbiamo recuperato negli scantinati delle scuole, ma vorremmo che i nostri alunni partecipassero trovando insieme dei collegamenti tra la loro scuola e quella dei loro genitori e nonni. Abbiamo organizzato degli incontri con ex alunni ed ex maestre che hanno lavorato a Settimo. È importante che i ragazzi imparino a sapere come si ricostruisce una storia e come si mettano insieme i pezzi per dare senso a ciò che è stato”.

Una di queste maestre, che ha incontrato gli alunni delle medie, è stata Carolina Lucchesi, 90 anni. Carolina è arrivata a Settimo nel 1955 e come ha detto ai ragazzi “All’epoca, Settimo aveva una farmacia, una scuola materna e una chiesa”. Carolina ha raccontato, con dolcezza e precisione, gli anni in cui era maestra, prima in via Roma e poi in piazza della Libertà, dove ora c’è il Comune.

Solo negli ultimi anni ha lavorato alla Gobetti. Erano anni di immigrazione dal Veneto e dalla Toscana, anni in cui moltissimi bambini non potevano andare a scuola perché dovevano lavorare nei campi e nelle fabbriche. Anni in cui le aule delle scuole erano insufficienti per l’enorme aumento demografico della città e si facevano i doppi turni per poter dare un’istruzione a tutti.

“Ci sono stati anni - ha detto Carolina - in cui le classi erano composte di 30-35 ragazzi a cui facevamo le lezioni in due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio. A volte si andava a scuola anche di sabato pomeriggio. Noi maestre eravamo talmente impegnate che non avevamo neanche il tempo di aggiornarci e di studiare e i ragazzi a volte approfittavano della nostra stanchezza. C’erano tantissimi alunni, addirittura un anno si è arrivati, qui alla Gobetti, alla sezione S”.

Carolina, però, ha lasciato il segno sia sulla figlia Cecilia Borgogni sia su Alessandra Crepaldi sua ex alunna, entrambe divenute professoresse che lavorano nella stessa scuola in cui lei ha insegnato per più di 21 anni. Il Museo Storico della Scuola sarà inaugurato l’anno prossimo e sarà il secondo museo in provincia di Torino insieme a quello della scuola primaria Collodi, di Buttigliera Alta, frazione Ferriera.

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