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20 Marzo 2019 - 11:31
Potremmo chiamarle “retate per bucare i palloni”. Sembra essere questo, da qualche settimana, uno dei principali compiti affidati, dal sindaco Puppo, al corpo dei vigili urbani settimesi. I “criminali” da reprimere sono i “terribili” bambini che, notte e giorno, si danno al gioco del calcio in via Partigiani, vicino alla Suoneria, la Casa della Musica settimese. Partite all’ultimo sangue, grida e palloni che rimbalzano contro i muri. Una situazione diventata insostenibile per i residenti. “Ho ricevuto molte lamentele negli ultimi tempi - spiega Puppo - e così ho dato indicazione ai vigili di tenere d’occhio quella zona”. Una vera e propria “task force” che, tutti i giorni, nel tardo pomeriggio, controlla l’area diventata con gli anni un campo da calcio abusivo.
“Anche io giocavo a calcio per strada tra gli anni Settanta ed Ottanta - racconta il sindaco - se passavano i vigili mi sequestravano il pallone. La mia vicina, poi, mi bucava il pallone. Poi, un conto sono le partite di giorno, lì si può anche tollerare. Quando, però, questi tornei di calcio si verificano alle tre di notte, con i genitori seduti lì davanti ai ragazzini, senza dire niente, la situazione diventa insostenibile”.
Ma non è tutto, per evitare l’assembramento in zona, il comune ha perfino rimosso le panchine.
“Certo - prosegue Puppo - richiamavano ancora più gente. Se le panchine sono utilizzate per sedersi alla sera e fare quattro chiacchiere va bene se diventano gli spalti delle partite notturne non è più accettabile. Il problema, in questo caso, è la maleducazione della gente”. A chi, invece, gli dice che una misura simile non sarebbe mai stata presa in città, nemmeno per temi più “sensibili”, come spaccio e prostituzione, il sindaco replica così.
“Per uno che si alza alle tre del mattino per andare a lavorare e si addormenta presto la sera non so se sia più grave lo spaccio o un gruppo di ragazzini che gioca sotto casa sua e non lo fa dormire. Lì c’è gente che la sera si riposa e al mattino deve andare a lavorare per questo si è reso necessario intervenire”. Una soluzione per dare uno spazio ai piccoli giocatori di calcio potrebbe, però, arrivare.
“Sappiamo - conclude Puppo - che c’è un’area verde in zona, in via Verdi, è messa male ma potremmo intervenire lì e mettere delle porte da calcio così o ragazzini potrebbero spostarsi da via Partigiani”.
Sui social network, la decisione del sindaco Puppo e i relativi controlli dei vigili hanno riscosso commenti contrastanti. “Da martedì - racconta Monica Catalano - in via Partigiani area pedonale ci sono le ronde dei vigili, il motivo sono i bambini che giocano a palla. Se giocano danno noia se stanno alla Playstation non va bene. Ma sti ragazzini cosa devono fare?! Vengono ogni giorno i vigili, per ore fanno le ronde ma non sono mai venuti per vedere il degrado che c’è al parco: bottiglie rotte siringhe e gentaglia. Un altro problema di questa area pedonale è che hanno tolto le panchine perché le persone si sedevano e davano noia”. Sono tanti i cittadini che si schierano con Monica, a difesa dei bambini. “Mi fa tenerezza chi non sopporta un bambino che gioca - scrive Giorgio Simionato -. Ma dove siamo arrivati, ce la prendiamo con i cani, poi con i bambini…”. “Di giorno - commenta Loredana Randisi - devono poter essere liberi di giocare come abbiamo fatto tutti. Che fastidio possono dare?”. Qualcuno, però, sottolinea come la decisone del sindaco, invece, sia giusta e motivata da un clima diventato insostenibile.
“Quello che fanno i bambini in via Partigiani non è giocare! - scrive Antonella Vico - Quello è gridare urlare fino a tardi la notte! Hanno rovinato tutto il muro della Suoneria, rotto le telecamere e la pensilina, quando fanno merenda buttano bottigliette e cartacce per terra e i genitori sono troppo impegnati a chiacchierare e farsi i selfie. Prima il bar adesso la gelateria che è diventato un bivacco! Siamo stati tutti bambini ma a una certa ora si andava a casa o almeno i “nostri” genitori controllavano che facessimo silenzio. Purtroppo a volte i genitori sono più maleducati dei figli!”.
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