Il problema è questo: diversi membri del direttivo, per motivi di salute, d’impegni professionali di lavoro e di possibili responsabilità pubbliche, hanno rassegnato irrevocabili dimissioni. Quindi? Quindi l’Associazione Festa e fiera di San Savino non se la sente di organizzare e gestire l’edizione 2019 della patronale. Lo dice chiaro e tondo il presidente Renzo Galletto. Mette le mani avanti oggi per evitare polemiche domani, puntualizzando, peraltro, che il mandato era scaduto.
Da qui la decisione di scrivere al sindaco Stefano Sertoli lasciando eventualmente all’amministrazione comunale e al vicesindaco Elisabetta Ballurio tutto il tempo necessario per rivolgersi ad altri.
“Sia chiaro - conferma Renzo Galletto - non è un braccio di ferro con la giunta. Tutt’altro. E’ per un senso di correttezza non formale. Al termine del nostro incarico triennale l’Associazione che ho l’onore di presiedere aveva già deciso di rinunciare a ricandidarsi. Oggi la ufficializziamo... D’altro canto tutti hanno potuto constatare, la nostra assoluta indipendenza sul piano politico. In questi anni siamo riusciti a unire le sensibilità di tutte le componenti della città: laiche e religiose, e di questo ne andiamo particolarmente fieri...”
Si aggiunge che l’evento, alla luce delle nuove normative in materia di sicurezza, richiede un assunto di responsabilità economiche, organizzative e penali per le quali nessun organizzatore può a cuor leggero assumersi un’incarico così gravoso, per conto diun’associazione privata oltretutto senza scopo di lucro.
“Tutto questo - aggiunge Galletto - ha posto l’Associazione in una condizione di non operatività con prospettive non semplici per il proseguodell’attività per cui è nata. Quando assumemmo l’incarico conferitoci da Carlo Della Pepa, ci venne prescritto un’insieme d’impegni formali e sostanziali, che a parere della stragrande maggioranza della pubblica opinione, non solo abbiamo rispettato, ma codificato in un comportamento virtuoso per le finanze della pubblica amministrazione...”.
E in eredità, l’associazione lascia una visione della Festa sempre più da considerarsi evento fieristico nazionale della cultura del cavallo.
“Abbiamo compiuto scelte logistiche a nostro avviso irreversibili - ci tiene a precisare Galletto - perché funzionali a tutta una serie di tematiche indispensabili per i grandi eventi.La sicurezza, l’implementazione partecipativa, una visibilità non localistica ed infine un piano economico sostenibile in una prospettiva di collaborazione pubblica e privata. Tutte queste scelte, ci paiono un grande salto di qualità per le prospettive future. Siamo sicuri che il sindaco agirà nel modo più consono e funzionale possibile nel conferire questo incarico di grande prestigio, ma che richiede un’equilibrata visione d’insieme. Visione, funzionale alle molteplici sensibilità della comunità, dove la religiosità della Patronale e la laicità dell’evento fieristico, si sposino in un connubio che valorizzi la città che Lei si onora di amministrare...”.
Restan da capire (se proprio uno volesse andare ad indagare) il perchè delle tante dimissioni. Considerando i precedenti con la Fondazione Guelpa e con la Fondazione dello storico Carnevale non ci sarebbe nulla da stupirsi se, sotto sotto, si trovasse qualcuno che un po’ ce l’ha con la nuova amministrazione “sovranista” cappeggata da Stefano Sertoli ma guidata in queste cose dal vicesindaco Elisabetta Ballurio.La reazione
Le reazioni non si sono fatte attendere. “Non so che dire - commenta, fors’anche alzando le spalle, il primo cittadino Stefano Sertoli - Se uno si dimette non sono certo io a corrergli dietro.Vale lo stesso discoso che ho già fatto con le dimissioni alla Fondazione dello storico carnevale. Un conto è se uno fosse venuto da me a parlarne alla ricerca di una soluzione, ma se ricevo una lettera altro non posso fare che prenderne atto. Mi spiace perché l’Associazione ha lavorato bene e io ho grande stima di Galletto. Non voglio pensare che sia una questione politica. Anzi la escludo. Mi dicono però che voglia impegnarsi nel suo Comune, forse alle elezioni di questa primavera...”
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