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SETTIMO. I genitori: “Noi ci mettiamo mani e cuore!”

“Salviamo il nostro asilo: noi ci mettiamo mani e cuore”. Questo il ritornello intonato, venerdì mattina, 25 gennaio, da genitori, insegnanti e dai bambini che frequentano la scuola materna De Amicis. La struttura rischia la chiusura e, a settembre, molti bambini potrebbero ritrovarsi costretti a cambiare scuola.

Le difficoltà economiche della struttura, infatti, al momento, sembrano insormontabili. Venerdì il corteo è arrivato in comune e ha chiesto lumi all’amministrazione ricevendo, però, poche risposte. “Potevate evitare di portare i bambini - ha esordito il vice sindaco Silvia Favetta - fa freddo e non ha senso usare loro come bandiera. In ogni caso, l’edificio non è del comune, ieri abbiamo incontrato i dirigenti della struttura e anche le altre paritarie, martedì sapremo cosa ha deciso il Cda del De Amicis, concluso questo passaggio vedremo come agire. È nostro interesse, naturalmente, andare incontro ai cittadini, il comune, però, non può aprire scuole materne. Posso garantirvi, però, che tutti i bambini saranno ricollocati nelle scuole della città”.

Ed è proprio questo uno dei temi più sensibili per i genitori. Lo smembramento delle classi, infatti, ha scatenato le proteste dei genitori. “Noi non vogliamo che la scuola chiuda - ha spiegato un papà - i nostri figli hanno già una scuola e non è giusto pensare di separare classi di ragazzi che sono insieme, sarebbe grave per il loro percorso di crescita. Ma poi, don Antonio dov’è? Non si interessa, è diventato un fantasma. Noi, siamo disposti anche a fare un colletta, chiediamo due euro ad ogni cittadino e salviamo la struttura”. E, come se non bastasse, le voci su una presunta vendita della scuola ad altri privati sarebbero rafforzate da altre testimonianze dei genitori. “Abbiamo visto - racconta una mamma - un architetto entrare e prendere le misure”.

All’incontro erano presenti anche il segretario della Lega, Gianluigi Cernusco e la consigliera di opposizione Franca Levato.

Io - ha detto Cernusco - ho fatto parte del comitato Amici del De Amicis, abbiamo proposto di mettere una quota per entrare nel Cda ma ci hanno detto di no. Non è una struttura estranea alla politica, ci sono delle persone vicine a chi amministra all’interno del Cda”. La Levato, invece, spera ancora in una possibile soluzione per salvare la scuola. “Serve una mediazione del comune - ha spiegato - quella struttura va salvata e, soprattuto, non deve assolutamente cambiare destinazione d’uso. Si tratta di un pezzo di storia della nostra città che non possiamo lasciare andare così, come se niente fosse. Il comune deve parlare con i dirigenti del De Amicis e spendersi per salvarlo”.

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