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SETTIMO. Sant’Antonio Abate, in piazza per una tradizione contadina

SETTIMO. Sant’Antonio Abate, in piazza per una tradizione contadina

In piazza San Pietro in Vincoli, per il giorno di Sant’Antonio e la Festa del Ringraziamento, si torna indietro nel tempo, all’epoca in cui l’attività prevalente di Settimo era l’agricoltura.

Domenica 20 gennaio è stata una mattinata di festa, tra trattori e macchine agricole ormai attrezzate con tecnologia all’avanguardia, cani e cavalli accompagnati dai loro rispettivi padroni. E’ un’allegra tradizione contadina, un momento in cui i settimesi si ritrovano portando i loro amatissimi animali per farli benedire dal parroco della San Pietro in Vincoli, don Antonio Bortone.

A parte un breve momento di tensione, con un paio di cavalli innervositi probabilmente dalla folla delle persone uscite dalla messa, con i labari della città di Settimo e delle associazioni, il copione è stato rispettato: la celebrazione di Sant’Antonio Abate fa parte del calendario di eventi promosso dalla Famija Setimeisa, presieduta da Attilio Conte. In occasione del suo 60esimo anniversario di fondazione, l’associazione settimese proseguirà i suoi festeggiamenti nella giornata di domenica 3 febbraio, con il consueto pranzo sociale.

Durante i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate (che cade il 17 gennaio) si rispolverano le tradizioni contadine, quando si affidava il raccolto al cielo e alla buona sorte. E la storia si ripete anche oggi:  coltivare la terra o fare gli allevatori, son mestieri difficili.

Il programma di eventi è iniziato venerdì 18 dicembre, con la serata dedicata al teatro in dialetto piemontese: la compagnia “Snoopy” ‘d Forn Canaveis ha presentato la commedia brillante “Caro ho un’idea”.

Prima dell’inizio dello spettacolo, la Famija Setimeisa ha affidato alla madrina Silvia Bonaudo il nuovo labaro dell’associazione. Dopo la messa e la consueta benedizione degli animali in piazza San Pietro in Vincoli, tanti agricoltori in compagnia delle loro famiglie e dei loro amici si sono ritrovati al ristorante Ultimo Borgo per la premiazione della Leva del 1954. Al termine della giornata, il tradizionale “incant” di Sant’Antonio se l’è aggiudicato Bruno Giustetto, fratello di Sergio, priore insieme a Giuseppe Valsania.

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