Il responsabile del gruppo giovanile della Lega Antonio Borrini ha un diavolo per capello. Qualche mese fa, si era recato all’Istituto superiore Otto Marzo per proporre alla preside la proiezione del film “Redland, Rosso D’Istria”, in occasione della Giornata del Ricordo, l’11 febbraio.
Il film, racconta la storia di Norma Crosetto, uccisa dai partigiani jugoslavi nell’ottobre 1943, all’età di 23 anni.
Dopo una trafila durata qualche mese, però, l’autorizzazione non è arrivata.“Mi ero mosso molto in anticipo - spiega a Borrini - sono stato rappresentante di istituto in quella scuola fino all’anno scorso. A novembre, andai dalla preside e le parlai della mia idea. Lei mi disse che avrebbe sottoposto il tutto al consiglio dei docenti di Storia, Filosofia e Italiano. I professori, però hanno deciso di negare l’autorizzazione così il film non potrà essere proiettato. Mi hanno detto che c’è già la festa della Memoria…”.
Una presa di posizione che ha lasciato di stucco il giovane rappresentante del Carroccio.
“Questo dimostra - va all’attacco -ancora una volta, che nella scuola pubblica ci sono morti di serie A e di serie B. A me va bene la giornata della mMemoria e sono il primo a partecipare a queste iniziative ma penso che sulle foibe, in Italia, ci sia un vero e proprio negazionismo. È bene che tutti sappiano le atrocità commesse dai partigiani titini”.
La notizia ha stimolato l’attenzione di Blocco Studentesco il movimento di estrema destra, vicino a CasaPound, che, nella notte tra venerdì e sabato, ha attaccato uno striscione prendendo di mira la preside dell’istituto.“La preside Cristina Boscolo - scrivono - ha negato la proiezione del film Rosso D’Istria col quale gli studenti avrebbero voluto commemorare il ricordo delle decine di migliaia di italiani trucidati al termine della Seconda guerra mondiale. A quanto pare il collegio docenti avrebbe bocciato la proposta adducendo come scusa la già programmata celebrazione del Giorno della Memoria. Il rispetto del Giorno del Ricordo è stato istituito per legge, negare e impedire manifestazioni volte a commemorarlo è un atto spregevole e illegale”.
Insomma, una polemica a tratti giusta che, però, non puo’ non prendere in esame un fatto specifico: la proposta di proiezione del film non è arrivata da uno studente, un professore o un personaggio interno alla scuola. L’idea è arrivata da Antonio Borrini, esponente di spicco della Lega e, quasi certamente, candidato alle prossime elezioni comunali. Esiste il rischio, concreto, quindi, che, agendo in questo modo, anche se con intenti onorevoli, anche la scuola diventi l’ennesimo ingrediente della propaganda. Perché se oggi è Borrini a proporre un film, domani potrebbe essere Puppo, il giorno dopo Del Vago, quello dopo Piastra. Che succederebbe? Il rischio “marchetta elettorale”, a quel punto, sarebbe lampante.
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