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SETTIMO. Il consumo consapevole a “chilometri zero” piace sempre di più: parlano gli agricoltori

SETTIMO. Il consumo consapevole a “chilometri zero” piace sempre di più: parlano gli agricoltori

I settimesi stanno riscoprendo sempre più la filiera corta, anzi cortissima. Le aziende impegnate in campagna o nel settore degli allevamenti rappresentano sani posti di lavoro che guardano al futuro con fiducia. Sebbene non sia un mestiere facile, la terra “è bassa” e il lavoro comincia presto, la campagna sta continuando ad appassionare tanti giovani. L’Italia, infatti, detiene il record europeo degli imprenditori under 35 e questo dato è in linea con le aziende agricole della città.

I punti vendita all’interno delle cascine settimesi hanno fatto registrare un segno positivo nel commercio dei prodotti agroalimentari. I consumatori si sono affezionati ai prodotti delle campagne sotto casa, acquistano direttamente ortaggi e verdure privilegiando il rapporto con i produttori.  E questo non solo per una motivazione economica, ma anche per la qualità e la freschezza del prodotto: il mattino si raccoglie, il pomeriggio si vende. E la differenza a tavola, effettivamente, si sente.

E molti imprenditori sono sempre più giovani. Franco Masciandaro, 36 anni, ha rilevato nel 2010 l’azienda agricola Agrisola di via Milano a Settimo, un tempo gestita dai suoi nonni. E’ un’immagine positiva dell’attività imprenditoriale agricola: sposato, papà di due bimbi, è stato eletto Mister Settimo negli anni Duemila e finalista al “Più bello d’Italia”. E’ stato tra le promesse piemontesi del pugilato a livello dilettantistico, uno sport che continua a praticare per tenersi in forma sotto la guida di Pino Mercuri e Marcello Faiella, nella palestra Orvasha di via Peschiera 1 a Settimo. Il mestiere agricolo per lui è passione pura: realizza anche giardini, aiuole ed installazioni floreali.

E anche Franco, conferma il trend dei consumi: i clienti fanno sempre più attenzione a quello che mangiano, sono meno sprovveduti. “Anni fa, forse, il prezzo era un fattore fondamentale, - ha aggiunto Franco - ma ultimamente non è la prima cosa che il cliente nota. Ovviamente, non bisogna esagerare. Molti cercano il prodotto locale, quello a chilometri zero, perché si vuol conoscere ciò che si mette sul piatto a tavola. Anche il settore “bio” sta prendendo sempre più piede. I clienti badano sempre meno all’aspetto esteriore di frutta e verdura, non chiedono più l’ortaggio bello e lucido, ma cercano quello naturale, possibilmente cresciuto senza trattamenti chimici. E questo è un fattore determinante per un’alimentazione sana”.

Le aziende agricole stanno diversificando la loro offerta, come avviene nella cascina “Il Settimo Miglio” di via Castiglione. Daniela Moncalvo, insieme al marito Davide Ghigo, ha rilevato l’azienda dalla madre circa dieci anni fa e ha cercato non solo di sviluppare la produzione di ortaggi e cereali, ma ha messo in piedi un’agricoltura multifunzionale. D’estate, le famiglie affidano i bambini agli animatori del Settimo Miglio: tra i giochi preferiti, c’è sempre l’attività in campagna mentre a pranzo si mangiano i prodotti della terra. “È importante divulgare il concetto di mangiare bene e sano, ecco perché - ha sottolineato Daniela - abbiamo progettato una fattoria didattica che possa far passare il nostro concetto di agricoltura: comprare direttamente dal produttore assicura una certa qualità del prodotto, incentivando la filiera corta. Nella nostra cascina vengono le scuole, alcune cooperative e dei gruppi di estate ragazzi a cui spieghiamo perché è utile mangiare cibi freschi appena raccolti. Alcuni dicono che nelle cascine gli ortaggi e le verdure costano di più che nei supermercati, ma non è sempre così. Questo perché, anche se ciò fosse vero, con la verdura fresca si hanno meno scarti e una resa maggiore. Oltre, naturalmente, al gusto più genuino e maggiori principi nutritivi”.

Più vicino e più sano: per mangiare bene si fa così, senza mantenere le distanze.

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