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SAN MAURO. “Lavoratrici manipolate.... Parole infamanti dal sindacato”

SAN MAURO. “Lavoratrici manipolate.... Parole infamanti dal sindacato”

I responsabili della struttura davanti alla casa di riposo

"Cari ospiti, familiari e cittadinanza, il sindacato delle lavoratrici della Casa di Riposo “San Giuseppe” ha indetto uno sciopero nella residenza per domenica 9 dicembre”.

Si apriva così, una settiama fa, il comunicato delle lavoratrici (6), per lo più operatrici socio sanitarie, che operano all’interno della struttura di via IV novembre gestita dalla cooperativa Il Margine.

La situazione, infatti, da qualche tempo sarebbe diventata invivibile per le dipendenti.

Dopo alcuni giorni, i responsabili della struttura hanno fatto alcune importanti precisazioni in merito a quanto sta succedendo all’interno della casa di riposo.

Chiara Ballerio, direttrice della struttura, Gianna Filone, responsabile di area della cooperativa Il Margine e Fabio Cavallin, responsabile del personale, hanno risposto alle critiche arrivate la settimana scorsa da alcune lavoratrici, per bocca del sindacato Cub.

“È vero - spiega Cavallin - ci sono alcune problematiche ma si tratta di criticità comuni a tutte le strutture di questo tipo, nulla di particolare. Questa è una struttura piccola che ha i suoi difetti. Il Margine, però, non è una realta improvvisata, gestiamo 60 strutture e per la prima volta ci siamo ritrovati dal prefetto per una contrattazione. Il punto è che le lavoratrici sono manipolate da un sindacato che ha fatto accuse infamanti contro di noi. Noi, in tanti anni di attività, non abbiamo mai subito uno sciopero, diventa complicato trovare una quadra in una situazione simile”.

I vertici spiegano come, in realtà, la maggoir parte delle richieste delle lavoratrici sarebbero state accolte.

“Ci hanno chiesto di fare il piano ferie a marzo, e va bene, di fare le pause e va bene. Si sono messi a guardare i punti e le virgole e noi ci siamo stati per arrivare ad una quadra. Dopo l’incontro dal prefetto, ad ottobbre, abbiamo messo in atto una nuova organizzazione che prevede delle pause precise per le dipendenti che possono anche uscire e farsi un giro al mercato. Prima le pause non erano predeterminate perchè in un lavoro del genere, alle prese con anziani e disabili, è difficile capire al momento in cui ci si puo’ fermare. Proprio per questo le operatrici potevano fare una pausa a piacimento. Qui nessuno ha mai controllato quanto tempo le lavoratrici stessero in pausa o a fumare. Riconosciamo la pesantezza del lavoro. Puo’ capitare, poi, che le operatrici facciano turni di 12 ore ma solo in casi di emergenza”.

Uno delle accuse più gravi lanciate nei confronti della cooperativa era quella che parlava del pagamento di 3600 euro per essere assunti a tempo indeterminato.

“Quelle sono parole infamanti - prosegue Cavallin - sembra quasi che stiamo qui a prendere tangenti. Quella è la quota sociale che pagano tutti i dipendenti della cooperativa. L’ho pagata io, l’hanno pagata anche alcune delle lavoratrici che hanno scioperato. Noi non siamo padroni cattivi come vogliono dipingerci ma siamo sempre stati disposti ad andare incontro ai lavoratori. A questo punto, però, metteremo anche noi i puntini sulle i, come fa il sindacato”.

E sarebbe? “Sarebbe niente più pasti, non sono previsti da contratto, era un qualcosa che facevamo volentieri ma se il clima è questo le cose cambiano. Niente più sigarette. Ora le lavoratrici hanno le pause prefissate e possono uscire”.

Un clima, dunque, molto difficile, che pare sia di difficile risoluzione.

“I Cub stanno manipolando i lavoratori e sono in guerra con noi ma si tratta di un atteggiamento autolesionista. Infangare il nome della cooperativa e della struttura fa male agli stessi lavoratori. Per non parlare degli ospiti, persone fragili, da tutelare ad ogni costo”.

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