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RONDISSONE. Arriva il “Sì” di Città Metro all’impianto di biometano

RONDISSONE. Arriva il “Sì” di Città Metro  all’impianto di biometano

La raccolta firme dell’ottobre 2017 contro l’impianto di Biometano

La Città Metropolitana di Torino ha concluso positivamente l’istruttoria tecnica per il rilascio del giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto presentato dalla Ferplant srl di Rondissone per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano e di compost derivanti dalla digestione anaerobica di rifiuti organici e altre biomasse. L’impianto potrà accogliere e trattare ogni anno 30.000 tonnellate di materiale in ingresso.

La produzione di biometano che verrà immesso in rete sarà pari a circa 300 Nm3 l’ora (Normal metro cubo è l’unità di misura del volume utilizzata per i gas, in condizioni “normali”, ossia alla pressione atmosferica e alla temperatura di 0° centigradi).

Il compost verrà invece commercializzato come ammendante.

“La Ferplant, - sottolinea la Consigliera metropolitana delegata all’Ambiente, Barbara Azzarà - ha ottemperato alle osservazioni e alle relative richieste di integrazione emerse durantela conferenza dei servizi. Sono pervenute numerose osservazioni da parte di cittadini e sono state prodotte alcune controdeduzioni, affrontate nell’ultima seduta della conferenza e riprese nel provvedimento finale”.

Per la mitigazione degli impatti potenzialmente derivanti dal progetto sono stati individuati dalla Ferplant srl e dalla conferenza dei servizi specifici accorgimenti tecnici e gestionali, fermo restando l’obbligo per la società proponente di una corretta realizzazione e gestione dello stabilimento.

Nel provvedimento di compatibilità ambientale, - precisa la Consigliera Azzarà - sono stati previsti specifici monitoraggi ambientali sulle acque superficiali e sotterranee, sulla qualità dell’aria, sugli odori e sul rumore, da realizzare prima e dopo la realizzazione dell’impianto. Altri controlli verranno dettagliati in sede di rilascio dell’Autorizzazione Unica prevista dall’articolo 12 del Decreto legislativo 387 del 2003”.

Un via libera che fa storcere il naso ai sindaci del territorio che si sono battuti contri la realizzazione dell’impianto.

Massimo Rozzino, sindaco di Torrazza, in questi mesi è stato il più agguerrito: “Io non posso dare un giudizio sulla bontà del progetto. Posso però chiedermi se porterà dei benefici, e quelai, per la mia gente. Non posso che comportarmi con la diligenza del buon padre di famiglia. In conferenza dei servizio ho sempre chiesto garanzie relative alle emissioni odorigene dell’impianto e non ho mai ricevuto risposta in mertito. Ora, ognuno si assumerà le proprie responsabilità in merito a questa scelta di approvare questo impianto”.

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