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IVREA. Bufera sull'assessore leghista: "Zingari di merda, parassiti"

IVREA. Bufera sull'assessore leghista: "Zingari di merda, parassiti"

Povolo Giorgia

Le dimissioni dell'assessore alle politiche sociali Giorgia Povolo per quella frase postata su Facebook che non lascia dubbi alla libera immaginazione. La chiedono senza tentennamenti i consiglieri comunali del Partito Democratico con una interpellanza urgente depositata in Comune ieri mattina. “Zingari di merda - scriveva Povolo - zecche e parassiti capaci di spolpare tutto (…) vi auguro calorosamente che cercando di rubare qualcos’altro una tagliola possa mozzarvi le mani non all’altezza del polso ma sopra il gomito così che la maglietta possa coprire lo scempio che vi ritrovereste ad essere. Inoltre mi farebbe alquanto schifo vedere i monchi penzolanti ai semafori mentre chiedete l’elemosina con i piedi.” Ed è evidente a tutti che son parole e frasi raccapriccianti di inaudita violenza. Ed è una vergogna che dal giorno della notizia diffusa a caratteri cubitali nei giorni scorsi non sia seguita una dichiarazione di scuse, comunque una spiegazione credibile. "Un linguaggio - stigmatizzano Maurizio Perinetti, Fabrizio Dulla, Gabriella Calosso e Mauro Salizzoniche mai è stato usato da alcun rappresentante dell’istituzione comunale eporediese, almeno dal dopo guerra ad oggi. Ancor più grave che ad averle concepite sia l’assessore con le deleghe ai sistemi educativi e diritto allo studio, alle politiche giovanili, pari opportunità e politiche sociali del comune di Ivrea. Riteniamo che questo linguaggio sia assolutamente incompatibile con qualunque carica istituzionale, compresa quella di assessore del comune, che deve invece rappresentare anche un riferimento morale e civile per i cittadini tutti. Considerando anche la natura delle deleghe dell’assessore Povolo ci chiediamo quale esempio possa dare ai giovani e agli studenti di Ivrea...". Da qui nasce l'interpellanza, da una forte  preoccupazione per questo modo di esprimersi e di pensare. Perché oggi si parla in questo modo dei rom, domani magari dei neri, poi di chi non la pensa come noi e la storia ci insegna dove si rischia di andare a finire. Domanda facile facile: il sindaco è a conoscenza di tutto questo? Ne condivide le espressioni? Perchè non lo si è ancora sentito. A lui, al più comunista dei sindaci al governo di una maggiornza di centrodestra, possibile che non gli sia venuto in mente nulla da dire e da eccepire? "Se non le condivide - conclude il gruppo consigliare del Pd - quali provvedimenti intende adottare al fine di tutelare l’immagine e l’autorevolezza dell’istituzione comunale...". Come finirà è presto detto, basti a tutti aver esaminato il clichè di questi mesi. Onnipresente ovunque ci siano una manifestazione da presenziare, Stefano Sertoli, cercherà di chiuderla con due pacche sulle spalle e le solite frasi fatte sul "bene della città", quindi  "lavoriamo tutti insieme, trullallero trullallà", eccetera eccetera eccetera... Resta da capire però chi glielo spiega ora ai giovani, agli anziani, ai neri, ai rom, ai disadattati che, alla bisogna, dovranno cercare un confronto con questo assessore qui. Che è un po' come chiedere ad uno che ti vuole uccidere di tenerti in vita.
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