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QUINCINETTO. Ponte a rischio. I carabinieri in Municipio e negli uffici di Ativa

QUINCINETTO. Ponte a rischio. I carabinieri in Municipio e negli uffici di Ativa

Canale Clapetto, sindaco di Quincinetto

Questa mattina i carabinieri su richiesta della Procura di Ivrea si sono recati in Municipio a Quincinetto e poi anche presso gli uffici torinesi di Ativa, per raccogliere quante più informazioni hanno potuto su quei 260 metri che collegano l’autostrada Torino-Aosta con la statale 26 e il piccolo paesino dell’eporediese.  Il Procuratore generale Giuseppe Ferrando conferma l’apertura di un dossier pur sottolineando che al momento, così come per il ponte dei Preti di Strambinello, non esiste alcuna ipotesi di reato. Insomma dopo il ponte Morandi arriva il ponte di Quincinetto. Anzi no. Arriva prima. L’allarme, incredibile me vero, era stato lanciato il 13 agosto, il giorno prima della tragedia che ha sconvolto l’Italia intera, proprio dal sindaco Angelo Canale Capletto. A testimoniarlo c’è una lettera inviata al Prefetto, alla Regione, al Ministero e ad un a lunga serie di indirizzi per consocenza. Poi c’è stato il ferragosto. Giorno di costine e salamelle e il 16 si sono tutti attaccati al telefono, come se fosse l’ultimo giorno di Pompei, per organizzare un tavolo tecnico in Prefettura. Sia come sia, se non altro, però, adesso una certezza c’è, il  ponte di Quincinetto rischia di crollare, si spera non proprio da un momento all’altro. Ed è per questo che entro la fine di questa settimana un’ordinanza vieterà il passaggio ai mezzi pesanti con un carico superiore a 3,5 tonnellate. “Ho letto da qualche parte che io non mi starei preoccupando abbastanza -  ironizza il primo cittadino Canale Clapetto - Forse quel giornalista non sa che io abito proprio sotto il ponte. Ce l’ho sopra la mia testa. E’ da almeno una decina di anni che me ne occupo e proccupo ma mi sono sempre dovuto fermare di fronte ad una diatriba in corso tra Ativa e Ministero....” Diciamocela tutta? Costruito nel 1958 dal Comune con una spesa che in allora toccò i 220 milioni di vecchie lire, oggi il ponte quei suoi primi 60 se li porta addoss proprio male e si vede a occhio nudo. Esiste un progetto già pronto per la manutenzione ordinaria, firmato dai tecnici di Ativa, per un costo totale di circa 2 milioni... “La società aveva addirittura già fatto l’appalto - spiega Capletto - e quando l’ho saputo ho chiesto loro se avessero l’autorizzazione del Ministero e mi han detto no. A quel punto li ho bloccati. E la cosa si era fermata lì... con un fitto scambio di corrispondenza tra tra Ativa e Ministero su questioni che definire burocratiche è dire poco”. Morale? Il 23 agosto s’è tenuto l’incontro in Prefettura  e qui Canale Capletto ha cominciato a battere i pugni sul tavolo dimostrando, senza ombra di dubbio, che la “manutenzione ordinaria” fosse ormai superata e adesso occorresse un ponte nuovo di pacca... anche considerando che il “mancato intervento tempestivo ha comportato negli anni un continuo e irreparabile degrado delle strutture”. Incredibile ma vero, Ativa non si è tirata indietro impegnandosi a costruirne uno nuovo, con soldi propri, al costo di circa sette milioni e 140 mila euro. “La diatriba tra Ativa e Ministero per il rinnovo della concessione - mette le mani avanti Clapetto - non c’entra nulla. Ativa è disponibile. Punto”. E’ seguita la lettera di Ativa al Ministero con le ultime analisi sul viadotto e la necessità di limitare l’accesso ai mezzi con un portata inferiore alle 3,5 tonnellate (il precedente limite di carico riguardava mezzi sotto le 19 tonnellate) con l’eventuale possibilità di “disporre l’interdizione completa al passaggio di qualsiasi mezzo qualora venissero ravvisati ulteriori possibili peggioramenti e fosse ulteriormente ritardata l’esecuzione degli interventi di adeguamento”. E stando agli ultimi controlli, effettuati aprendo delle “finestre” nel cemento per consentire l’ispezione dei cavi, i problemi sarebbero dovuti ai pochi travi per ogni campata, al modesto spessore del calcestruzzo che ricopre le armature e, infine, alla precompressione, tecnica molto usata negli anni 50, che consiste nel produrre artificialmente una tensione nel calcestruzzo attraverso acciai di alta qualità per migliorarne la resistenza. Anche su questa documentazione, evidentemente, indagherà la Procura di Ivrea che nelle prossime ore valuterà se richiedere alla Procura di Torino gli atti di un’inchiesta, mai giunta a conclusione, scattata nel 2016 in seguito alla denuncia dell’allora senatore Stefano Esposito, vice presidente della commissione Trasporti di Palazzo Madama, sulla mancata manutenzione di ponti e cavalcavia gestiti da Ativa.
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