Ha suscitato lo sdegno dei consiglieri di minoranza l’intervista rilasciata la scorsa settimana a La Voce dal sindaco Gabriella Leone.Il primo cittadino, col petto gonfio d’orgoglio, aveva elogiato il lavoro della sua amministrazione, al contempo aprendo alla ricandidatura alle prossime elezioni. Nessuno, tra le minoranze, l’ha presa bene… “Se Leone ha rispettato le promesse fatte in campagna elettorale? Assolutamente no – tuona la grillina Silvia Cossu -. Avevano in programma una mensa scolastica ‘interna’, invece hanno fatto affidamenti su affidamenti. Le commissioni poi, si sono sempre rifiutati di farle in 4 anni, nonostante le mie richieste. Non hanno rispettato nulla”.Dello stesso avviso Giuseppe Musolino (PD- Rinasce Leini), che 4 anni fa arrivò al ballottaggio con Leone.“Il sindaco non ha rispettato nessun programma elettorale, sicuramente per incapacità amministrativa – dice –. È stata una delusione, un disastro durato 4 anni e mezzo. Una volta uscito l’assessore al bilancio, secondo me molto competente, si sono trovati tutti allo sbando. Il commercio nel centro è distrutto, la viabilità è quella che è, Leini è più sporca, vedi il servizio di Seta. In questo paese si paga e basta”.Il dem Gianfranco Brugiafreddo, poi, la tocca piano...“O si raccontano palle in campagna elettorale oppure si deve parlare di incapacità di trovare soluzioni – commenta -. Perché nel loro programma c’era la costituzione della mensa scolastica i cui si diceva che i pasti sarebbero stati cucinati in loco. Noi dopo un anno abbiamo fatto richiesta che quanto detto in campagna elettorale diventasse realtà, ma ci è stata bocciata. Ma poi un sindaco uscente che non ce la fa proprio a non citare le minoranze? Avrà il cruccio per l’opposizione, e noi abbiamo l’abbiamo fatta in modo lineare, sui temi. La viabilità poi, ha creato solo desertificazione nel centro. A parte l’1%, il resto delle promesse non sono state attuate”.
Rincara la dose la collega Carmela Masi. “Secondo me il sindaco parla di un altro paese – dice -. Oggi Leini è un paese morto, siamo tornati indietro”.
Non è da meno il consigliere indipendente, Franco Scafidi, che dice “del loro programma non è stato portato a termine quasi nulla”.
Sceglie il basso profilo invece Renato Pittalis.
“Se l’attuale rappresentazione di Leini la soddisfa ne prendiamo atto – dice -. Immagino che certe cose siano nei programmi ma che poi ci si debba scontrare con la realtà e con certe condizioni, quindi non mi sento di giudicare in questo senso. Ha portato avanti il suo programma, il fatto che sia soddisfatta certo la dice lunga…”.
E poi Silvano Riva (Forza Italia – Lega Nord) che torna sulla scelta del nome attribuito al teatro.“Il suo programma era molto generico – dice -. Proprio per questo, si è creato più spazio di lavoro. In questi 4 anni e mezzo però i lavori terminati sono stati fatti male. La viabilità va rivista in funzione dei cittadini, non basta che funzioni ‘su carta’. E poi il teatro… questo dovrebbe essere stato intitolato ad un leinicese, ad esempio ad un maestro De Paoli, o ad un Piero Borgia. A Leone ho dato tempo prima di giudicare, ma ha sbagliato le cose più complicate così come quelle più semplici”.
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