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25 Settembre 2018 - 10:50
E alla fine la data c’è. Si terrà il prossimo 11 novembre il referendum consultivo per la fusione di Vico, Meugliano e Trausella, approvata nelle scorse settimane anche dalla Città Metropolitana di Torino e dalla Regione Piemonte.
La votazione non prevede quorum e per l’approvazione della fusione basterà superare una percentuale del 50 per cento dei votanti. Il nuovo Comune prenderà il nome di Valchiusa, avrà una popolazione di circa 1.100 abitanti e sarà il secondo più popoloso della Valchiusella dopo Val di Chy, nato anche lui dalla fusione di Lugnacco, Pecco e Alice Superiore solamente lo scorso 27 maggio.
In caso di esito positivo, già a fine anno, i sindaci Antonio Nicolino (Vico), Carlo David (Meugliano) e Mario Marubini (Trausella) scioglieranno i Consigli comunali per lasciare il posto ad un commissario che traghetterà i Comuni verso le prossime elezioni comunali, previste a fine maggio.
Il clima, nei tre paesi, è pieno di ottimismo, i primi cittadini sono sicuri quasi al cento per cento della riuscita del progetto. Secondo loro, al referendum, stravincerà il sì.
Ma se la maggioranza della popolazione voterà crocetterà il no cosa succederà?
“Il referendum è consultivo per cui anche nel caso di esito negativo potremmo decidere di andare avanti su questa strada - spiega Antonio Nicolino, sindaco di Vico -. Certo, se dovessimo trovarci di fronte ad una situazione del genere credo che ascolteremmo il parere dei cittadini. Non farlo sarebbe poco democratico”.
Decisamente più ottimisti i sindaci David e Marubini.
“Con il referendum - dice il primo - si concretizza un progetto che portiamo avanti da tanto tempo. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la fusione credo che la stessa cosa succederà al referendum perchè gli abitanti sono tutti rappresentati in Comune”.
E poi se ha funzionato ha Lugnacco, Pecco e Alice perchè non dovrebbe andare in porto qui?
“Abbiamo deciso di intraprendere questo percorso anche perchè abbiamo ricevuto richieste di questo tipo dai cittadini, qualcosa vorrà dire”, sostiene invece Marubini.
In attesa di scoprire come andrà a finire, i tre amministratori si sono incontrati venerdì per definire i dettagli del referendum e per pianificare alcuni incontri pubblici in cui spiegheranno le motivazioni ed i vantaggi della fusione.
Comunque non sarebbe la prima volta per Vico, Meugliano e Trausella. Già nel 1929, un decreto del re aveva ordinato la fusione di Brosso, Drusacco, Meugliano, Novareglia, Trausella e Vico, con capoluogo Vico. La separazione avvenne nel 1935: Vico, Meugliano e Trausella divennero entità a sè, mentre Drusacco e Novareglia si trasformarono in frazioni.
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