L’Amministrazione comunale ha affidato, con una spesa di circa 10 mila euro, all’Ingegner Ferrante De Benedictis di Torino il compito di preparare il dossier di candidatura al bando regionale per le piste ciclabili.
La decisione si inserisce nell’ambito dell’adesione di Ivrea al progetto di intervento presentato dalla Città Metropolitana di Torino, in qualità di soggetto proponente, denominato “Ciclovia del Naviglio di Ivrea”, consistente nella creazione di un percorso ciclabile insistente anche e per 25 chilometri sui comuni di Settimo Vittone, Borgofranco di Ivrea, Montalto Dora, Ivrea, Albiano e Caravino.
Nella convenzione stipulata con la Città Metropolitana, ciascun comune si era, infatti, impegnato a sostenere la quota dei costi non coperti dal finanziamento regionale, nonché ad anticipare con risorse proprie la quota di cofinanziamento regionale, nelle more di tempo che ci sarebbe voluto per la liquidazione da parte della Regione.
Tutto chiaro?
Più o meno. Nel senso che ancora non si è capito quanto costerà il tutto. Ve lo diciamo noi. La stima dell’intera “Ciclovia del Naviglio”, è pari a circa un milione e mezzo (1.446.178,00) con una quota relativa alla parte dell’intervento insistente sul territorio di Ivrea di 809.640 euro, che sono davvero tanti. La domanda che ci si fa adesso è banale, ma indispensabile. Il Comune questi ottocentomila euro ce li ha oppure no? Senza alcun dubbio “No”.
E anche li avesse perchè mai dovrrebbe spenderli per tutto questo, considerando il “cancan” scatenato dalle piste ciclabili in corso Massimo ereditate dalla vecchia giunta? Un’inutile discussione, nella sostanza, la nomina del tecnico va evidentemente in tutt’altra direzionee proprio nel solco del lavoro della precedente amministrazione...
L’idea è di un grande percorso ciclabile che dalla bassa Valle d’Aosta arrivi fino al Vercellese, correndo per un lungo tratto lungo il Naviglio, il canale irriguo che irrora le risaie e attraversa anche Ivrea.
La speranza è che i nuovi tracciati non facciano la fine di quelli vecchi. Sul Lungodora, ad esempio, la ciclovia c’è ma non si vede. Cancellata dalle intemperie nessuno ha mai provveduto a ridisegnarla...
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