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SETTIMO TORINESE. Incidente di Tarragona, si riapre il caso

SETTIMO TORINESE. Incidente di Tarragona, si riapre il caso

Il caso di Tarragona è ancora aperto. Il secondo tentativo di archiviazione del processo penale contro l’autista del pullman “Erasmus”, coinvolto in un incidente stradale in cui morirono sette studentesse il 20 marzo 2016, è fallito. La Corte d’Appello di Tarragona ha accolto il ricorso dei legali dei familiari contro il secondo provvedimento di archiviazione emesso a settembre 2017 dal giudice istruttore che dirige le indagini: secondo il magistrato non c’erano sufficienti indizi per accusare l’autista sotto il profilo penale, rinviando tutto ad un’eventuale causa civile. Le richieste dei genitori delle ragazze rimaste uccise in quella tragedia sono state esaudite.  A confermare la riapertura del caso è stato Gabriele Maestrini, padre di Elena, figlia unica, una studentessa di Firenze morta nell’incidente. Una decisione contro cui i genitori hanno presentato il nuovo ricorso ottenendo che venga indagato. “Dopo 815 giorni di angoscia e disperazione - commenta il padre di Elena Maestrini su Fb - il nostro ricorso è stato accettato ma alla giustizia spagnola occorrono altri mesi, con un massimo di 18, per acquisire altri documenti”.

E ora si spera in un rinvio a giudizio. A Settimo, nel mese di settembre 2017, l’amministrazione comunale aveva inaugurato nel parco Castelverde un cippo commemorativo per ricordare le vittime di quell’incidente. Tra queste c’era anche Serena Saracino, figlia del medico settimese Alessandro Saracino. Dopo quella tragedia, il medico lasciò il suo lavoro. Durante l’inaugurazione al parco Castelverde, il dottor Saracino aveva lasciato parole di sconforto e poca fiducia nella magistratura spagnola. Invece, c’è ancora una speranza di giustizia.

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