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20 Giugno 2018 - 15:19
“
Ho preso una multa a Palermo dieci anni fa ma non ci sono mai stato e oggi mi chiedono ancora soldi”.
Sembra una barzelletta e invece no. Questa è la storia raccontata dal cittadino, e anche sindaco, Marco Bongiovanni.
Siamo all’incirca nel 2007 quando alla porta di Bongiovanni bussa il postino, in mano una multa presa a Palermo, con numero di targa e tutto il resto.
Un solo problema: Bongiovanni a Palermo non ci era mai stato e quindi, nemmeno la sua auto, a meno che non fosse andata in gita da sola.
Una storia assurda, di quelle che capitano, succedono.
Una telecamere che riprende male, un vigile che sbaglia a scrivere ed il gioco è fatto, si riceve una multa senza essere mai stati nemmeno nel luogo del fatto.
Ma non è tutto. La multa in oggetto, infatti, prevedeva che il multato dovesse segnalare chi è era alla guida dell’autoveicolo nel giorno dell’infrazione. Pena? Un’altra multa.
Ma come? Ma se Bongiovanni a Palermo non ci era nemmeno mai stato?!
“Avevo contestato la multa - racconta il sindaco - e vinto, d’altronde a Palermo non ci sono mai stato. Pensavo che la storia fosse chiusa, che una volta annullata la multa tutto il procedimento si fosse chiuso. Qualche tempo dopo, però, mi sono visto recapitare una sanzione, sempre per la stessa multa, perchè non avevo comunicato il nome di chi era alla guida. Ma come? Ma possibile che l’annullamento della multa non femrasse tutto il procedimento? Dai 250 euro iniziali per quel mancato nominativo sono arrivati a chiedermene mille. Ora andiamo avanti, siamo ancora con gli avvocati per provare a far valere le nostre ragioni”.
Insomma, una di quelle storie assurde dove lo stato sbaglia eppure è sempre e comunque il cittadino a pagare.
Ma non basta, non solo lo stato sbaglia ma il cittadino deve addirittura pagarsi un avvocato per dimostrare allo stato l’errore commesso.
L’assurdo dell’assurdo.
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