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20 Giugno 2018 - 14:09
Paolo Coppo
Strana e triste estate pontese, con la popolazione che si sente in stato d’assedio per le difficoltà di spostamento veicolare, che guarda con fastidio ai soldi spesi per la nuova scuola e deve pure fare i conti con la prossima scomparsa dei lampioni nelle aree più lontane dal centro e meno protette…
Questa della sostituzione dei punti-luce tradizionali con quelli a led, e soprattutto dell’eliminazione di molti di essi, è la preoccupazione più recente. Preoccupa i cittadini, non gli amministratori, che anzi negano l’esistenza del problema. Ad una signora che esprimeva le sue preoccupazioni su un blog molto letto in paese, il sindaco Paolo Coppo aveva risposto qualche tempo fa: “Qualcuno ti ha detto che vengono tolte le luci vicino alle case? Non è assolutamente vero!!!!”.
Eppure i dati parlano del 15% di punti-luce da eliminare (140 in tutto) ed il confronto con i rappresentanti delle borgate è servito solo a comunicare decisioni già prese.
Sono soprattutto i criteri adottati per decidere la sorte dei lampioni a lasciare perplessi. “Verranno tolti – denuncia l’ex-assessore Massimo Motto - quelli dei quali era più semplice individuare il numero identificativo affisso sul palo o braccio luce, senza magari nemmeno scendere dall’auto sulla quale si è svolto il sopralluogo. Infatti (meno male da un lato…), tanti di quelli presenti su mulattiere o sentieri sono stati <salvati> dall’epurazione. Altri sono stati scelti <per dispetto>nei confronti di qualcuno senza pensare che invece servivano alla gente di Pont. Verranno tolti soprattutto nelle vie d’accesso alle borgate e nella periferia. Ma tanto: e chissene frega di loro?”.
Proprio nelle borgate c’è la maggiore preoccupazione. Come scriveva la signora sopra citata: “Già le frazioni sono buie. Non riusciremo neanche a vedere se di notte si ferma qualche macchina sospetta. C’è gente anziana che vive sola: almeno le luci vicino alle case!”
E’ questo il punto. L’eccesso di lampioni è un problema grave del mondo occidentale e dell’Italia in particolare, ed ha pure un nome: si chiama Inquinamento Luminoso. Questo tipo di inquinamento impedisce di osservare il cielo stellato e di godere l’atmosfera della notte e crea problemi all’organismo umano. Nell’assumere decisioni operative, tuttavia, occorrerebbe tener conto delle situazioni concrete e delle specificità di certe zone: nei centri abitati non si può fare a meno delle luci pubbliche e meno ancora nei piccoli nuclei isolati. Chi si sposta in auto non ha questa necessità ma chi cammina a piedi, tanto più se è anziano, vede poco ed ha problemi di deambulazione, delle luci ha bisogno. Nei luoghi isolati, dove non si riesce più a vivere tranquilli per paura di ritrovarsi i ladri in casa, le luci rassicurano: rappresentano un deterrente molto parziale ma hanno un effetto positivo sulla psiche. Che senso ha riempire i paesi di telecamere per controllare ogni spostamento e poi eliminare l’illuminazione pubblica dove più sarebbe necessaria?
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