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20 Giugno 2018 - 09:17
la lite tra Luigi Baraldo e la Commissione
Ed alla fine si è finiti come sempre a litigare. Una scena già vista, che capita ogni volta che c’è da discutere su una questione importante per la popolazione. Martedì pomeriggio, durante la Commissione Ambiente presieduta dal consigliere di minoranza Davide Cambursano, non se la sono di certo mandata a dire. Da un lato il sindaco, Miriam De Ros, seduta al tavolo dei tecnici e Cambursano. Dall’altro lato, Luigi Baraldo, del Comitato Ambiente, invitato a rappresentare il suo gruppo durante le discussioni riguardanti la realizzazione di un impianto a biometano da parte della ditta Ferplant, oggi al vaglio della Città Metropolitana.
L’ambientalista ha accusato il sindaco di aver dato, già nel 2015, parere favorevole alla sua costruzione.
“Vorrei chiedere al sindaco se ha cambiato idea riguardo alla realizzazione dell’impianto - ha esordito Baraldo - La gente vuole saperlo. Tutti pensano che essendo la massima autorità del Comune sia contraria ma non è così”.
Quindi si mette a leggere una delibera del 2015 in cui il primo cittadino aveva espresso il suo parere favorevole riguardo alla costruzione di un impanto a biogas.
“Nel mese di novembre 2015 - legge Baraldo - alle ore 21.05 presso la sala consiliare, si è riunita la commissione Ambiente per discutere di una richiesta fatta dall’amministratore di Ferplant. Sulla scorta delle sue affermazioni, viene spontaneo chiedere a più riprese il rispetto delle norme in materia di inquinamento ambientale che potrebbe derivare dalla trattazione dell’umido per la fabbricazione di biogas. Si ipotizza l’utilizzo di due o tre mezzi pesanti al giorno. Alla luce dei fatti esposti, la commissione ha detto che non ritiene vi siano vincoli per non dare parere favorevole all’insediamento dell’impianto. Dopodichè è partito tutto l’iter. La seduta si è chiusa alle 22, quindi ci avete messo cinquantacinque minuti, meno di un’ora, per valutare quest’impianto qui, di cui si sta discutendo da anni in Città Metropolitana e voi ci avete messo cinquantacinque minuti per decidere di dare un parere favorevole”.
Il primo a saltar sù per replicare, il presidente Cambursano. “E tu ci hai messo tre anni a non leggere quei fogli perchè c’è scritto che noi abbiamo dato parere favorevole al prospetto illustrativo che altro non era che un depliant informativo nella quale veniva realizzata una proposta di futura realizzazione. Era una cosa molto generica...”.
Baraldo sostiene che il parere favorevole sia stato dato anche dal Consiglio comunale un mese dopo la convocazione della commissione ambiente di allora.
“Il prospetto illustrativo è un progetto, che io non ho visto perchè non è allegato. Quello che voglio dirvi è che dovete avere il coraggio di assumervi le vostre responsabilità, non potete dire che la colpa è di Città Metropolitana. Noi ci atteniamo al giudizio dei tecnici di Città Metropolitana, ma la vostra autorizzazione è vincolante...”.
Quindi il sindaco: “Ma noi non abbiamo dato autorizzazioni, dare un parere favorevole non significa quello. Se non c’è il nostro parere favorevole lo fanno lo stesso”.
A cercare di mettere a tacere la questione, l’avvocato dell’amministrazione, Anteo Massone, che ha cercato di spiegare come funziona l’iter di presentazione e valutazione dei progetti in Città Metropolitana.
“Ci sono due fasi nel procedimento - ha spiegato -. La fase di valutazione di impatto ambientale e poi c’è la fase autorizzativa che rilascia l’autorizzazione alla costruzione. Sia la prima che la seconda fase vengono fatte dalla Città Metropolitana. I Comuni possono nella migliore delle ipotesi esprimere un parere. Se è negativo la conferenza dei servizi può anche non tenerne conto”.
A chiudere la lite è stato l’abbandono dell’aula di Baraldo dopo un commento del primo cittadino e del suo vice Maurizio Martin: “Tu hai una posizione preconcetta, noi invece siamo qui per capire che parere dare...”.
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