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QUINCINETTO. Marito manesco condannato a cinque mesi di carcere

QUINCINETTO. Marito manesco condannato a cinque mesi di carcere

Il tribunale di Ivrea

Aveva colpito la moglie con dei calci. Poi con una cassa di vino in testa. E’ costata cara ad un uomo di 64 anni, residente a Quincinetto, la follia del 1° giugno di quattro anni fa. Difeso dagli avvocati Massimo Campanale e Silvia Tonino, s’è ritrovato a processo in tribunale a Ivrea con le accuse di lesioni e minacce. “Mio marito aveva il vizio di bere, quand’era ubriaco diventava violento ed offensivo”. Così la donna di 46 anni, durante il dibattimento, ha ricostruito quella relazione difficile con Graziano Buat. Una relazione iniziata nel 2001, ’sbocciata’ in un matrimonio nel 2014 e da cui nacque una bambina nove anni fa. Oggi la coppia vive ancora insieme, ma la relazione è finita da mo’.  Quella sera del 1° giugno 2014, Buat attese il ritorno a casa della moglie, che era uscita da sola - una serata tra amici al bar del paese, qualche bicchiere e via il ritorno alla vita di sempre - e dopo averla aggredita verbalmente, l’avrebbe colpita prima con dei calci alle gambe e poi con una cassa di vino sbattuta sulla testa. L’uomo accompagnò poi la moglie al pronto soccorso per medicare la ferita - suturata con tre punti - e da lì arrivò la denuncia nei suoi confronti e, successivamente, il rinvio a giudizio. Questa mattina il processo è arrivato alle battute finali.  Il giudice Ombretta Vanini ha condannato l’imputato a 5 mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. 
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