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STRAMBINO. Bidone Vodafone. Bancomat fuori uso. Gioielliere chiede i danni

STRAMBINO. Bidone Vodafone. Bancomat fuori uso. Gioielliere chiede i danni

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Immaginatevi di voler regalare un gioiello alla vostra fidanzata per San Valentino. Un ciondolo ai vostri nipotini, per Natale. Chi è che si porta i contanti dietro? Di primo acchito, davanti ad un bancone sprovvisto di bancomat, l'intenzione sarebbe di cambiare gioielleria... "Sarà per la prossima volta, arrivederci e grazie". Ed è la scena reiterata che ha continuato a presentarsi sotto gli occhi, dal novembre 2013 al marzo 2014, di Pier Loris Spinelli, orafo e gioielliere titolare di un negozio situato nel pieno centro di Strambino ma all'epoca all'interno del supermercato Coop del medesimo paese. Collegamento al bancomat fuori uso. Dove trovare un punto in cui prelevare? Ad almeno un chilometro di distanza. Chiaro che, coloro che si sono recati da lui in quell'inverno, han preferito rivolgersi altrove che girare in auto per tornare coi liquidi.

Tutta colpa della Vodafone e delle promesse e delle sue fastose promesse di un servizio coi fiocchi a prezzi allettanti. Un contratto che s'è rivelato carta straccia.

Strambino Loris SpinelliTutto risale, dunque, all'autunno di due anni fa. "Si reca da me una certa Paola Gigliotti, agente Vodafone – racconta Loris -. Mi spiega in cosa consiste, i costi. Mi pare interessante. Fissiamo appuntamento. Nel frattempo mi premuro di verificare, e lo faccio più di una volta, che non ci siano problemi con gli attacchi senza cavo ma solo gsm e wireless". "Nessun problema" risponde l'agente. Detto, fatto. A metà novembre il cambio di gestore, da Telecom a Vodafone. L'impianto viene ultimato. Ma, da subito, non funziona. Comincia il calvario. "Una gioielleria senza bancomat? E immaginatevela voi!" esordisce Spinelli, con i fumi che ancora oggi gli escono dalle orecchie. Immediatamente dal giorno dopo comincia a tempestare la Vodafone di telefonate. "Chiedo l'intervento di un tecnico, anche pagando". Niente. "Fino alla vigilia di Natale telefono mediamente sette, otto volte al giorno. Mi rivolgo all'agente, persino lei si stupisce. Ma nessuno viene a risolvere la situazione".

Passa il Natale, il Capodanno, l'Epifania, e passa anche la festa degli innamorati. "Me ne resto così, praticamente a braccia conserte, perché la gente arriva, si indigna e se ne va. Indica il regalo, lo confeziono ma poi lo devo spacchettare". Il danno materiale si aggira, alla fine, sugli ottomila euro in mancati incassi. "Ma la figura fatta con i clienti, il danno di immagine – tuona Loris Spinelli – è inestimabile. Ho perso persone e lavoro. La più grande figuraccia mai fatta in dieci anni di attività". Il 20 dicembre Loris comincia a segnare su un taccuino nomi e acquisti non avvenuti. Una piccola raccolta di "testimonianze". Una ventina almeno. "E il peggio, in quella situazione, è che non posso tornare alla Telecom perché il contratto presuppone l'arrivo della prima bolletta", che arriva soltanto a febbraio inoltrato al costo di 19,90 euro al mese. Il tempo di rescindere e tornare al vecchio contratto e si arriva al 10 marzo.

E ad oggi? Oggi c'è che Loris Spinelli, assistito dall'avvocato Giuseppe Scianna del Foro di Torino, ha intentato una causa contro la Vodafone (non prima di aver tentato la conciliazione, rifiutando i miseri 300 euro di risarcimento proposti dall'azienda telefonica) di fronte al giudice di Pace di Strambino. Ma quest'ultimo, il dottor Giampiero Caliendo, ha demandato la competenza a Milano, in base ad una clausola del contratto presentato dalla Vodafone. Per la serie, oltre il danno anche la beffa. Specie se si aggiunge che intanto continuano ad arrivargli, all'indirizzo del negozio strambinese, solleciti per il pagamento di quei 19,90 euro al mese. Il 22 dicembre scadranno i tre mesi di tempo per riaprire gli atti in terra lombarda. "Ho scelto questa strada pensando fosse la più breve – si sfoga Loris -. La Vodafone è venuta da me per vendere la sua offerta, non vedo perché ora dovrei essere io a recarmi a Milano. A questo punto ci rivedremo direttamente in tribunale".

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