Fabio Lo Cicero, segretario del Partito Democratico di San Mauro
La sfiducia al sindaco Dallolio, come previsto, non ci sarà. Si andrà avanti fino a maggio, cercando di portare a casa gli obiettivi minimi della consigliatura, senza rotture estreme ma con una sorta di compromesso tutto da valutare per i suoi effetti da qui alle elezioni.
È questa la decisione presa all’unisono dal direttivo e dal gruppo consigliare del Pd. Una decisione comunicata attraverso un documento (clicca per visualizzarlo) che è più bastone che carota, che dichiara guerra ma non porta alla rottura definitiva.
“Negli ultimi giorni il Partito Democratico locale è stato duramente attaccato; il Sindaco ha deliberatamente deciso di interrompere i normali rapporti con il Partito e il suo gruppo consiliare tramite un’iniziativa unilaterale privata di ogni confronto” si legge nell’attacco del documento. È guerra su tutta la linea, appunto.
A questo punto tanto vale mandarlo a casa, verrebbe da pensare. E invece il Pd, nonostante risulti “difficile e, sicuramente compromesso, l’appoggio politico che i rappresentanti di questo partito daranno a Dallolio” decidono di intraprendere la strada - irta di ostacoli - che porta da qui alla fine del quinquennio. E dunque l’appoggio ci sarà, ma solo su ciò che il partito riterrà opportuno. Solo, per dirla citando il documento, “per quegli obiettivi da ultimare legati al programma elettorale, primo tra tutti il raggiungimento di un punto definito e riconoscibile del nuovo Piano Regolatore”.
Il testo, proposto dal segretario Fabio Lo Cicero all’assemblea, è stato votato con 15 voti favorevoli e nessun contrario. Sei sono stati gli astenuti.
I nomi di coloro che non hanno votato a favore sono facilmente intuibili. C’è innanzitutto Lucrezia Colurcio, che forse in fondo in fondo sperava che il partito la vendicasse mandando a casa il sindaco. C’è Rocco Del Sonno, colurciano di ferro…e soprattutto anti-valliniano (sì, nel Pd sanmaurese funziona ancora così). Poi ci sono i Giovani Democratici, decisamente più agguerriti che prudenti. E infine Mario Giraldo.
Presumibilmente volevano una presa di posizione più netta e marcata, presumibilmente - soprattutto Colurcio - pretendevano che gli assessori del Pd dessero le dimissioni per lasciare il sindaco da solo con il classico cerino in mano.
Ora che però l'assessore Grazia Gilardi, oltre a non dimettersi, ha pure accettato l'incarico di vicesindaco, le cose potrebbero cambiare?
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