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IVREA. Distretto eporediese del “sesso”

IVREA. Distretto eporediese del “sesso”

sesso online

State cercando occhiali, scarpe, pizza, un negozio dell’eporediese o un ristorante. Che problema c’è! Basta andare su google e fare una piccolisima ricerca... Tutto bene non fosse che su “google”, proprio con la parola chiave “eporediese” salta fuori un sito a luci rosse. Roba da fare accaponare la pelle. A tutto schermo su http://www.distrettoeporediese.it . Imbarazzante, fantasmagorico, incredibilmente vero. Se ne è accorto il quotidiano “La Stampa” e subito la notizia si è propagata sulla rete diventando virale. Epperò, prima che al giornalista del quotidiano torinese, l’occhio su questo gran “casino” era cascato nientepopòdimenoche al Presidente del consiglio Elisabetta Ballurio che subito aveva informato la giunta e l’assessore competente Laura Salvetti. Una segnalazione - stando a quanto emerge - rimasta lettera morta in tutti i sensi. Il ridicolo è che tantissimi altri siti e tra i tanti “www.marchiocanavese.com”, non conoscendo questo quiproquo, continuano ad avere www.distrettoeporediese.it come partner. Leggiamo: “Quattro luoghi a Milano per donne mature”. E poi ancora: “Tre regole per conoscere donne online”. Sì, indubbiamente qualcosa di diverso da ciò che uno si aspetterebbe di trovare. E dire che su questo progetto di commercio online, oggi diventato mercimonio, nel 2008, la Regione aveva investito la bellezza di oltre mezzo milione di euro  di cui 18 mila euro per costruire il sito www.distrettoeporediese.it. E fu una cosa talmente ben fatta da meritarsi gli apprezzamenti di molti. Poi è successo che a ottobre dello scorso anno è scaduto il dominio, nessuno l’ha più rinnovato e qualcun altro ha cominciato a gestirlo. Chi se ne doveva occupare? Forse uno dei 14 sindaci del distretto comerciale del Canavese. Morale della storia: diciottomila euro buttati nel cesso. E adesso che si fa? Come sempre capita in Italia, non c’è limite al peggio e ai 18 mila euro probabilmente se ne aggiungeranno altri e sono i soldi che la Regione ha già promesso di stanziare per un nuovo sito internet. Domanda.... Ma non sarebbe stato sufficiente e decisamente più conveniente aggiornare quello che già c’era, anzichè ricominciare di nuovo tutto da  capo? Altra idea. Si potrebbe lanciare il “distretto del sesso vero e proprio” sulla scia del quartiere a luci rosse proproposto dal sindaco di Roma Marino.
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