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26 Novembre 2014 - 08:16
tribunale
Una storia infinita. Un uomo vorrebbe arrivare alla fine del processo che è in corso a suo carico presso il Tribunale di Ivrea, per dimostrare la sua innocenza. Ma il Giudice, per l'ennesima volta, ha disposto un rinvio. La causa finisce al 2015.
Le parti non hanno sollevato questioni preliminari. E' stato il Giudice, con un eccesso di scrupolo, "Si dice siano gli avvocati che vogliono rinviare i processi. In questo caso succede proprio il contrario, per una volta che è l'imputato che chiede di accellerare i tempi della giustizia si dilatano a dismisura". A parlare è l'Avvocato Giuseppe Scianna. Difende Manuelo Bellamio, accusato di calunnia nei confronti del noto imprenditore strambinese Oscar Franco, per fatti risalenti al 2010. All'inizio di quell'anno Bellamio denuncia la scomparsa di diversi oggetti dalla propria casa, acquistata nel 2006, in seguito ad un'ondata di furti avvenuta in quel periodo. Pochi mesi dopo il costruttore Oscar Franco si sarebbe presentato alla sua porta, mostrando una fattura ed un assegno in garanzia, datogli a suo tempo come caparra, ma che era stato inserito nell'elenco della presunta refurtiva, per chiedere il pagamento dei lavori svolti.
La calunnia, secondo l'articolo 368 del codice penale, si ravvisa qualora "chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, diretta all'autorità giudiziaria, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato" e prevede la reclusione da due a sei anni. Secondo la difesa di Bellamio il castello accusatorio poggia su un equivoco: quell'assegno non era mai tornato nelle mani del proprietario, come avrebbe dovuto essere.
Bellamio ha già vinto la causa civile e vorrebbe arrivare al termine del processo in sede penale. Tuttavia la primavera scorsa il giudice Marianna Tiseo aveva rinviato, trasmettendo il fascicolo (come tanti altri, nella ridistribuzione del carico lavorativo tra i nuovi magistrati) al collega Buffoni, il quale, essendosi già occupato del civile, ha deciso di astenersi. "Noi non ci vogliamo avvalere della prescrizione – sottolinea l'Avvocato Scianna -, ma si arriva ad una situazione estenuante dopo sette anni e mezzo di processo".
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