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18 Agosto 2021 - 11:48
Beppe Pezzetto, sindaco uscente e Vacca Cavalot, consigliere
CUORGNÈ. E’ stato approvato il 2 agosto il Progetto Esecutivo per la “Sostituzione edilizia” della Scuola Media di Cuorgnè, che prevede l’abbattimento dell’edifico esistente e la costruzione di un nuovo complesso. Redatto dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese con capogruppo lo Studio Associato Settanta 7 di Torino, era stato protocollato in Comune il 30 luglio.
La spesa complessiva sarà di euro 7.850.000 dei quali 5.790.000 provenienti dal contributo ministeriale assegnato il 10 marzo scorso e 2.060.000 costituiti da fondi propri.
La storia della “nuova scuola” inizia ufficialmente il 4 giugno 2018 con l’approvazione del “Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica” che quattro giorni più tardi veniva candidato al finanziamento regionale nell’ambito della Programmazione Triennale 2018-2019-2020. Il 2 agosto successivo la Regione Piemonte approvava la graduatoria degli interventi ammissibili, il che non significava “aver ottenuto” il contributo ma solo che lo si sarebbe potuto ricevere.
La giunta decideva intanto di andare avanti e di chiedere un’anticipazione di 470.000 euro alla Cassa Depositi e Prestiti per gli oneri di Progettazione Definitiva ed Esecutiva delle parti strutturali. Dopo i soliti, lunghi e complessi passaggi burocratici, si è ora arrivati alla conclusione dell’iter.
Nel frattempo si è posto fine ad una sorta di contenzioso che si trascinava da tempo e che era necessario risolvere per poter procedere: quella delle “quote indivise” relative al soppresso Consorzio Scolastico Intercomunale. Senza la risoluzione di questo problema il Comune di Cuorgnè non avrebbe potuto demolire e ricostruire l’edificio.
La storia del Consorzio Scolastico Intercomunale di Cuorgnè è una di quelle vicende che rappresentano allo stesso tempo un’interessante pezzo di storia recente ed un esempio di come la burocrazia, le modifiche legislative non ben congegnate e le piccole beghe locali possano portare alla sopravvivenza di organismi anacronistici che non hanno più motivo di esistere poiché hanno fatto il loro tempo…
Una storia sintetizzata dall’assessore ai Lavori Pubblici Silvia Leto nel corso del consiglio comunale del 21 luglio e che la delibera pubblicata all’Albo Pretorio racconta per esteso.
Il Consorzio Scolastico Intercomunale fra i Comuni Di Cuorgnè (Ente Capofila), Alpette, Borgiallo, Canischio - Chiesanuova - Colleretto Castelnuovo, Prascorsano, San Colombano Belmonte, Valperga, venne istituito con Decreto Prefettizio il 18 febbraio 1968. Consorzi come questo venivano promossi allora per provvedere alla costruzione o all’ampliamento degli edifici scolastici.
Erano gli anni successivi all’introduzione della Scuola Media Unica (la riforma, approvata nel 1962, era entrata in vigore il 1 ottobre ’63) e dell’estensione dell’Obbligo Scolastico, salito dagli 11 ai 14 anni di età. Il riversarsi sui banchi di tanti nuovi studenti creava problemi nel reperimento di edifici adatti; occorreva costruire in fretta tante nuove scuole e la mano pubblica intervenne massicciamente: per il quinquennio 1967-1971 l’esecuzione delle opere di edilizia scolastica avvenne a totale carico dello Stato, sotto il suo controllo ed a sua cura.
Comuni e Province, anche riuniti in Consorzio, erano tenuti per legge a fornire le aree per costruire gli edifici. Quello di Cuorgnè venne costituito con Decreto Prefettizio del 18 febbraio 1968 ed in seguito delegò il Comune capofila ad acquistare l’area necessaria, appartenente a Giovanni Vacca Cavalot e Lucia Giaudrone. Venne aggiunto poi un altro terreno con una pluralità di proprietari.
Negli anni a seguire, cambiate le necessità ed i contesti, l’importanza dei consorzi decadde: nel ’78 la Provincia di Torino si sfilò, deliberando di uscire dal Consorzio nel febbraio 1980 e rinunciando però a ritirare la propria quota. Nel 1990 ai consorzi venne imposto per legge di modificare il proprio assetto o di sciogliersi entro il 30 aprile 1995.
Sono trascorsi altri 26 anni da allora ma quello cuorgnatese, sebbene le varie amministrazioni comunali avessero deliberato il recesso entro i termini di legge, rimaneva in piedi: “Alcuni piccoli comuni chiedevano un riscontro economico ma la cosa non aveva senso” – ha spiegato in consiglio Vacca Cavalot. Questa volta l’accordo è stato trovato e gli altri comuni hanno rinunciato alle proprie quote a favore di Cuorgnè, che è diventato l’unico proprietario e può decidere cosa fare di edificio e terreno.
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