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26 Luglio 2021 - 16:15
Giancarlo Vacca Cavalot, è già stato sindaco di Cuorgnè. A destra il consigliere regionale della Lega Mauro Fava
CUORGNÈ. Ancora giorni di attesa a Cuorgnè per capire cosa accadrà nel prossimo confronto elettorale. Rispetto ad una, due settimane fa non si registrano novità di rilievo, almeno ufficialmente. L’impressione è però che di fatti nuovi non ve ne siano: chi aveva già posto le basi per una futura lista prosegue sul suo cammino; chi era ancora indeciso sulle alleanze rimane fermo.
Le sedute di consiglio comunale, in questi periodi cruciali, sono sempre interessanti per capire cosa stia accadendo dietro le quinte e così è stato le ultime due volte in cui il consiglio si è riunito: ovvero lunedì 28 giugno e mercoledì 21 luglio. Nel primo caso – per quel che si era potuto capire dal tardivo e disturbatissimo collegamento in streaming – si era registrata una certa tensione all’interno della maggioranza uscente, tra il consigliere Fava e la vicesindaco Laura Febbraro che, in quanto assessore al Bilancio, aveva illustrato sconti ed agevolazioni relativi alla TARI. Le contestazioni erano venute anche da Giancarlo Vacca Cavalot ma questo era normale trattandosi del capogruppo di minoranza.
Durante la seduta di mercoledì scorso (finalmente svoltasi “in presenza”) si è invece verificato uno scontro piuttosto aspro su un tema scottante: quello dell’ospedale e della mancata riapertura del Pronto Soccorso. Protagonisti Fava da una parte, Vacca Cavalot dall’altra, con il sindaco su una posizione che si potrebbe definire mediana. Sulla questione sono intervenute anche le consigliere di maggioranza Elisabetta Dutto e Sabrina Mannarino, polemizzando con Fava: formalmente fanno parte tutti e tre di “Cuorgnè in Movimento” ma le prime appartengono alla sua componente di centro-sinistra (e vengono considerate probabili candidate nella lista di Davide Pieruccini) l’altro alla componente di centro-destra.
Non è una novità che sull’ospedale ci si scontri ma di solito la polemica vedeva contrapporsi Vacca Cavalot e Pezzetto. Stavolta l’interlocutore principale dell’opposizione è stato Fava e non solo perché fa parte della Commissione Sanità in Regione: la durezza del confronto è stata sicuramente accentuata dall’esito negativo di un abboccamento ammesso da entrambi i contendenti. Le versioni sulla genesi e sullo svolgimento di questo contatto – come vedremo a parte - divergono invece radicalmente.
La lista che vede alleati Danilo Armanni (capogruppo della coalizione di centro-sinistra durante il primo mandato di Pezzetto) e l’ex-sindaco Giancarlo Vacca-Cavalot (da dieci anni all’opposizione) sembra essere un altro dei punti fermi nel panorama pre-elettorale cuorgnatese. Potrebbe presentarsi da sola se – come pare – le trattative con il centro-sinistra non fossero andate a buon fine. Con la Lega c’è stato un contatto, subito reciso: è evidente che Vacca Cavalot e Fava non si sopportano. Dal canto suo, Armanni aveva dichiarato apertamente, due settimane fa, di essere disponibile a candidarsi “per non vivere in un comune governato dalla Lega”…
Se Armanni era stato loquace, Vacca Cavalot è poco desideroso di parlare e non vorrebbe rilasciare dichiarazioni. Solo dopo qualche insistenza decide di esprimere alcune opinioni sulla situazione cuorgnatese in generale e su alcuni dei suoi protagonisti, non risparmiando giudizi forti.
Dure le sue critiche sia per quel che riguarda i contenuti dell’azione amministrativa sia per i metodi di gestione del Comune, a cominciare dalla struttura che lo ospita: “Basta vedere in che stato versa il palazzo municipale: su soffitto e pareti della sala consiliare si vedono le macchie lasciate dall’acqua che penetra dal tetto. Non sanno che le coperture in coppi vanno revisionate ogni tre o quattro anni?”. Pesanti le accuse sulla gestione del personale: “Hanno distrutto la Pianta Organica! Molti se ne sono andati (magari in pensione anticipata con formule penalizzanti come “Opzione Donna”) per il modo in cui venivano trattati. Uno che abbia esperienza e vede un amministratore gridare che i dipendenti sono una banda di pelandroni, non può che rimanere disgustato”.
Contesta il modo in cui i consiglieri di maggioranza hanno svolto il loro ruolo: “Ci sono persone che in cinque anni non hanno mai aperto bocca eppure presiedevano una commissione! Agli esponenti della maggioranza era stato imposto di non parlare per paura che si aprisse un confronto con l’opposizione”.
Giudica molto male la classe politica ed amministrativa di oggi: “Avendo una lunga esperienza, posso vedere quanta differenza ci sia rispetto a quella di un tempo. Le persone avevano capacità e spessore ben diversi e meritavano rispetto: penso ai comunisti, che avevano le loro idee ma con i quali ci si confrontava”.
La conclusione è amara: “Se ho deciso di impegnarmi ancora è solo per senso del dovere, altrimenti - alla mia età - andrei a fare altro. Bisogna cercare di salvare il salvabile in questa città, che è stata lasciata nell’abbandono. Andremo a fare la nostra lista da soli”.
Si sa che c’erano stati contatti con il centro-sinistra (PD e LeU) e con la Lega. Vacca Cavalot conferma: “Ci siamo confrontati, non lo nego. Abbiamo parlato con il PD ma la nostra è una lista senza colori politici. Quanto alla Lega, c’è stato un confronto non ufficiale”.
C’è attesa e curiosità a Cuorgnè per sapere chi guiderà la lista della Lega e quali forze la sosterranno. Per ora resta tutto misterioso salvo un dato: che la candidata a sindaco sarà una donna.
Mauro Fava, il principale esponente del partito a Cuorgnè, si mantiene molto sul vago. Conferma solo che una lista verrà presentata (su questo vi erano pochi dubbi) e che sarà “di centrodestra trasversale, civica nella composizione ma sostenuta dai partiti”. Sarà forse per tale motivo – sono deduzioni, non affermazioni dei protagonisti – che si è verificata la rottura con Giovanna Cresto? L’avvocato Cresto potrebbe aver preferito non caratterizzarsi troppo in senso partitico per cercare consensi in un’area più vasta, guardando anche al centro moderato. Dal canto suo la Lega, in quanto forza politica, ha l’esigenza opposta: quella di essere ben visibile, facendo pesare la propria forza elettorale e facendo leva sullo spirito identitario del proprio elettorato, tanto più in un momento in cui, a livello nazionale ed anche locale, la concorrenza di “Fratelli d’Italia” si fa sentire in maniera crescente.
Resta da vedere – ed in proposito non è emerso ancora nulla – se questa lista “di centrodestra trasversale” sarà sostenuta da altri partiti e quali; se guarderà alla parte più estremista dell’elettorato (alleandosi appunto con gli amici-avversari di “Fratelli d’Italia”) o a quella più moderata. In tal caso entrerebbe in competizione con la Cresto ed in parte con il gruppo Armanni-Cavalot, se questo si presenterà da solo e non in alleanza con il centro-sinistra.
L’unica cosa certa, come già detto, è che a guidare la lista promossa dalla Lega sarà una donna. Lo si capisce dalla frase di Fava: “Non voglio fare anticipazioni; preferisco che sia lei a parlare”.
La questione dei contatti fra la Lega ed il gruppo di Vacca Cavalot era stata sfiorata in consiglio: solo sfiorata ma con reciproca acredine. Durante la discussione sull’incontro con il direttore generale dell’ASL TO 4 Stefano Scarpetta, Vacca Cavalot aveva esclamato: “Non si senta così importante, Fava! Ci avete chiesto 3 posti in lista per il vostro gruppo”. Immediata la replica dell’interessato: “E’ quello che voi avete chiesto a noi!”.
Versioni opposte ed inconciliabili. Come saranno andate davvero le cose? Chiediamo ad entrambi di precisarlo.
Mauro Fava.
C’è stato quest’incontro con il gruppo di Vacca Cavalot?
Certo che c’è stato. Ci siamo visti da Giorgio Trettene a Spineto.
E’ vero che avete chiesto tre posti nella loro lista?
E’ vero. Quando si va ad un incontro e ci si vede presentare una lista già fatta, con il candidato a sindaco già designato e si tratta solo di accettare quanto deciso da altri, cosa si può fare? Comportarsi allo stesso modo. Per questo abbiamo detto: <Vogliamo il vicesindaco e due assessori>”.
VACCA CAVALOT
C’è stato l’incontro con la Lega?
Noi non abbiamo chiesto nulla a Fava. E’ lui che ha preso l’iniziativa, andando da Trettene: con me, che sono il responsabile della lista, non ha parlato. Non è così che ci si comporta: nei rapporti fra gruppi politici, quando si vuol fare una trattativa si chiedono incontri ufficiali e non si va a cercare sottobanco un esponente del gruppo. Hanno avanzato la richiesta dei tre posti in lista e Trettene li ha congedati.
Senza fare nomi e suscitando curiosità non soddisfabili, ha proseguito: “Non c’interessano gli amministratori che fanno il salto della quaglia. Andremo da soli: la nostra lista non è la discarica di Vespia!”.
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