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15 Marzo 2021 - 15:39
In foto, a sinistra Giovanna Cresto a destra Davide Pieruccini
A Cuorgnè, comune che andrà al voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale all’inizio del prossimo autunno, i giochi – almeno per quanto se ne può sapere dall’esterno – non sembrano per nulla definiti. Quel che viene invece dato per certo è la divisione dell’attuale, composita maggioranza, in due diversi gruppi che andrebbero a ricollocarsi nella propria area di appartenenza politica, l’uno a destra, l’altro a sinistra. Fra i nomi che circolano di più per guidare questi due schieramenti ci sono altrettanti esponenti della coalizione che fa capo a Giuseppe Pezzetto: da un lato la consigliera Giovanna Cresto, dall’altro l’assessore Davide Pieruccini.
Ottenere conferme precise dagli interessati sarebbe ovviamente difficile: poche le ammissioni e molte le risposte approssimative. Qualcosa però trapela dalle loro pur caute parole.
L’avvocato Giovanna Cresto, nell’attuale amministrazione di Cuorgnè, ha la delega alla Cultura. E’ al termine della sua prima esperienza amministrativa ma in precedenza aveva ricoperto incarichi associativi: dal 1997 al 2011 era stata vice-presidente dell’Associazione Storica Borgo San Faustino e dal 2008 al 2014 vice-presidente della Pro Loco.
Si parla di Lei come candidata alla carica di sindaco per il centro-destra. Corrisponde al vero?
Mi fa piacere essere stata interpellata ma al momento è tutto ancora molto vago e non me la sento di dire nulla. Avendo intrapreso un certo tipo di percorso, mi piacerebbe proseguirlo se ci saranno le condizioni per farlo però mi piace parlare quando le cose sono chiare: l’idea c’è ma tutto è ancora fumoso.
Mi conferma però che l’attuale maggioranza si dividerà in due parti?
Anche su questo non vi è nulla di definito. Certo non posso dire che siamo un gruppo compatto e coeso – questo è sotto gli occhi di tutti – però non sono state prese decisioni.
Cosa pensa del rinvio delle elezioni?
Sono d’accordo, è giusto così. Con la situazione che si è creata, non so come sarebbe stato possibile organizzare una campagna elettorale: sono altri i problemi a cui pensare. Quel che mi spiace è che continueranno a rimanere bloccate tutte le attività culturali e che non potrò portare a termine le iniziative che avevo in programma. Ormai da un anno è così: di eventi culturali non se ne fanno. Anche lo scorso autunno avevano annullato tutto ancor prima che venisse proclamato il secondo Lockdown visto che era chiaro ciò che sarebbe accaduto. D’altra parte occorre tutelare le persone tanto più che agli incontri culturali di Cuorgnè partecipano soprattutto persone di una certa età e quindi più fragili.
Davide Pieruccini sta concludendo il suo secondo mandato come consigliere di maggioranza. E’ assessore uscente a Sport, Istruzione e Tempo libero.
Si parla di te come del possibile candidato a sindaco di una lista di centro-sinistra. Lo confermi?
Mi fa piacere che se ne parli: vuol dire che il lavoro da me svolto è stato apprezzato, però non c’è nulla di ufficiale. In ogni caso non si tratterebbe di una passeggiata: un conto è affrontare una campagna elettorale come candidato al consiglio, un’altra cosa farlo come candidato a sindaco. I mesi a disposizione non sono molti ma la cosa fondamentale è la presenza di una squadra compatta, ben organizzata, di qualità.
In questi dieci anni hai fatto parte di una maggioranza composita. Ha comportato dei problemi?
Se dovessimo guardare alle nostre collocazioni rispetto alla politica nazionale sarebbe diverso: lì apparteniamo ad aree differenti. Nell’amministrare Cuorgnè però non ci sono mai state divisioni, ci siamo sempre trovati d’accordo.
Confermi però che alle prossime elezioni vi dividerete?
Siamo l’Amministrazione Pezzetto. Sarà lui a verificare se l’esperienza unitaria possa proseguire.
Sei soddisfatto di questi dieci anni?
Certo. Conosco Beppe dai tempi dell’oratorio e ritrovarmi a lavorare con lui come sindaco è stata una bellissima cosa. La prima volta mi ero candidato senza pensarci troppo: mi era stato proposto di mettermi al servizio della mia città ed avevo accettato. La seconda volta si è invece trattato di un’avventura ben organizzata e vissuta con consapevolezza.
Di quali realizzazioni sei più contento?
Abbiamo avviato opere di grande rilievo, come la ricostruzione della scuola media. Nel frattempo, per rendere possibile la demolizione della struttura attuale, stiamo rimettendo a posto il complesso appartenuto ai Salesiani : vi trasferiremo i ragazzi per due o tre anni e dopo potremo utilizzarlo per altri scopi. Chi, fra i cuorgnatesi, non ha a cuore il “Morgando”? Abbiamo organizzato eventi sportivi importanti a livello nazionale e – di questo sono particolarmente orgoglioso - abbiamo salvato l’asilo nido che stava per chiudere: dai 6 bambini che erano rimasti, siamo risaliti fino a 15 o 16. Per questo ho rivolto un invito ai genitori cuorgnatesi perché mandino i figli a scuola nella propria città: in questo modo potremo mantenere i servizi.
Ti ricandideresti anche come semplice consigliere?
L’ultima cosa che potrei dire è di essere stufo di stare in consiglio. Come potrei esserlo? Si tratta del luogo in cui abito dal 1976, in cui lavoro, in cui vive la mia famiglia. Amo Cuorgnè. Sono legato anche a Carrara, dove sono nato, ma Cuorgnè è la mia città. Mi piace stare qui, incontrare le persone, discutere con loro: il confronto l’ho sempre adorato.
Cosa pensi del rinvio delle elezioni?
Non è semplice prendere certe decisioni e se è stato fatto vuol dire che doveva essere così. Dobbiamo pensare che al voto non va solo Cuorgnè ma le cinque maggiori città italiane. Spero solo che non succeda come nel 2020, quando le elezioni si sono tenute una settimana dopo la riapertura delle scuole: così i ragazzi sono di nuovo rimasti a casa e noi abbiamo dovuto affrontare le spese per la sanificazione. Certo che la futura campagna elettorale sarà diversa dalla altre, e verrà condotta prevalentemente sui social. Potrebbero anche esserci dei vantaggi: avendo la possibilità di risentire le registrazioni quante volte si vuole, magari la seguirà un numero più alto di persone. Agli appuntamenti pubblici veniva un po’ di gente ma tutti gli altri si potevano informare solo attraverso i giornali o sentendo i resoconti di chi aveva partecipato.
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