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Cronaca
14 Aprile 2026 - 11:37
Scontro tra tir sulla provinciale: muore Andrea Tizzi autotrasportatore di 63 anni
Una mattina di lavoro come tante, poi lo schianto e la tragedia. Si chiamava Andrea Trizzino, aveva 63 anni ed era un autotrasportatore residente a Brusnengo, l’uomo che ha perso la vita nello scontro tra due mezzi pesanti avvenuto ieri lungo la strada provinciale 3, tra Santhià e Carisio.
L’incidente si è verificato poco dopo le 9, in un tratto di strada particolarmente frequentato dai camion diretti alle attività estrattive e industriali della zona. Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio dei carabinieri, i due tir stavano percorrendo la stessa direttrice quando si sono scontrati violentemente per cause non ancora chiarite.
L’impatto è stato devastante. Uno dei mezzi è finito fuori carreggiata, fermandosi a lato della strada dopo aver perso il controllo. Per Trizzino, che era alla guida del camion, non c’è stato nulla da fare. I sanitari del 118, intervenuti con ambulanza ed elisoccorso, hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma ogni sforzo si è rivelato inutile.
L’uomo stava svolgendo una normale giornata lavorativa. Aveva appena completato un carico di ghiaia presso un sito estrattivo di Santhià, la Green Cave, e si apprestava a proseguire il trasporto. Un’attività di routine, interrotta bruscamente da un impatto che non gli ha lasciato scampo.
Diversa la sorte dell’altro camionista coinvolto, un uomo di 54 anni, che è stato soccorso e trasferito all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli. Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma è stato ricoverato in stato di forte shock.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dell’area e nel recupero dei mezzi. I carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dello scontro, che resta al momento ancora da definire.
La provinciale è rimasta chiusa per diverse ore, con pesanti ripercussioni sul traffico locale. La circolazione è stata deviata su percorsi alternativi, creando disagi soprattutto ai mezzi pesanti che utilizzano abitualmente quell’arteria.
La morte di Andrea Trizzino lascia un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma anche nel mondo del lavoro locale. Era alla guida di un mezzo appartenente all’azienda di trasporti di famiglia, impegnata nel settore delle escavazioni e delle cave di argilla. Un’attività che lo vedeva quotidianamente sulle strade del territorio.
L’uomo lascia la moglie e il figlio, Gioacchino Francesco, di 24 anni. Una famiglia colpita da una perdita improvvisa, maturata in un contesto lavorativo che, ancora una volta, si conferma esposto a rischi elevati.
Gli incidenti che coinvolgono mezzi pesanti rappresentano infatti una delle criticità più rilevanti sulla rete stradale, soprattutto lungo le arterie provinciali. Il peso dei veicoli, la velocità e le condizioni del traffico possono trasformare un errore o un imprevisto in conseguenze drammatiche.
Ora sarà compito degli investigatori chiarire cosa sia accaduto in quei pochi istanti. Se si sia trattato di una manovra errata, di una distrazione o di un problema tecnico. Elementi che potranno emergere solo dagli accertamenti in corso.
Intanto, resta il dolore per una vita spezzata e per una tragedia che riporta l’attenzione sulla sicurezza stradale e sulle condizioni di chi ogni giorno lavora sulle strade.

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