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Cronaca

Scuolabus pieno di bambini, autista ubriaco al volante: sfiorata la tragedia

Fermato dai carabinieri dopo aver zigzagato in strada: tasso alcolemico quattro volte oltre il limite

Scuolabus pieno di bambini

Scuolabus pieno di bambini, autista ubriaco al volante: sfiorata la tragedia

Alla guida di uno scuolabus carico di bambini con un livello di alcol nel sangue incompatibile con qualsiasi attività, tanto meno con il trasporto di minori. È una vicenda che scuote e inquieta quella emersa nei giorni scorsi nel piccolo centro dell’Alessandrino, dove un autista di 60 anni è stato denunciato dai carabinieri dopo essere stato trovato con un tasso alcolemico pari a 2 grammi per litro.

Tutto è accaduto all’uscita da scuola, in un momento di routine che si è trasformato in un potenziale pericolo. A insospettire i militari è stato il comportamento del mezzo: lo scuolabus procedeva con un’andatura incerta, con evidenti sbandamenti che hanno fatto scattare immediatamente il controllo. Una decisione tempestiva che, con ogni probabilità, ha evitato conseguenze ben più gravi.

La priorità, in quei minuti, è stata mettere in sicurezza i bambini. I carabinieri hanno contattato i genitori, chiedendo loro di raggiungere il luogo del fermo per riportare a casa i figli. Solo dopo aver garantito l’incolumità dei piccoli passeggeri si è passati agli accertamenti sull’autista.

L’uomo è stato accompagnato all’ospedale di Novi Ligure, dove gli esami hanno confermato ciò che già appariva evidente: era alla guida in stato di forte ebbrezza, con un valore alcolemico circa quattro volte superiore al limite consentito per chi guida, che per i conducenti professionali dovrebbe essere pari a zero. Un dato che rende ancora più grave l’episodio, considerando la responsabilità affidata a chi trasporta minori.

Per il sessantenne è scattata la denuncia e il ritiro immediato della patente. Ma non è tutto. Dagli accertamenti è infatti emerso che l’uomo non era nuovo a episodi di questo tipo. Due anni fa era già stato coinvolto in un caso analogo, culminato in un incidente stradale. Un precedente che aggrava la sua posizione e apre interrogativi sulle verifiche effettuate nel tempo.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nel trasporto scolastico, un ambito in cui il margine di errore dovrebbe essere pari a zero. La normativa italiana è chiara: chi svolge attività professionali alla guida, soprattutto con passeggeri, è soggetto a controlli più stringenti e a limiti severissimi sul consumo di alcol. Eppure, casi come questo dimostrano che le falle esistono.

Non si tratta solo di responsabilità individuali, ma anche di sistemi di controllo. Chi verifica periodicamente l’idoneità degli autisti? Con quale frequenza vengono effettuati controlli a sorpresa? E soprattutto, come è possibile che una persona con precedenti simili continui a svolgere un ruolo così delicato?

Domande che emergono con forza, mentre resta la consapevolezza di aver evitato il peggio per una coincidenza e per l’intervento rapido delle forze dell’ordine. Bastavano pochi secondi, una manovra sbagliata, una frenata improvvisa, per trasformare quella che oggi è una notizia di cronaca in una tragedia.

Sul piano più ampio, l’episodio si inserisce in un quadro nazionale che continua a registrare casi di guida in stato di ebbrezza, nonostante campagne di sensibilizzazione e inasprimenti delle sanzioni. Secondo i dati più recenti, l’alcol resta tra le principali cause di incidenti stradali, con percentuali particolarmente alte nelle fasce di età adulte.

In questo caso, però, colpisce soprattutto il contesto: un servizio pubblico, bambini a bordo, un orario delicato. Elementi che rendono la vicenda ancora più grave e che impongono una riflessione non solo sul comportamento del singolo, ma sull’intero sistema di prevenzione e controllo.

Intanto, a Pozzolo Formigaro resta lo sconcerto di una comunità che si è trovata improvvisamente di fronte a un rischio concreto. Una storia che si chiude senza feriti, ma che lascia aperta una questione fondamentale: quanto sono davvero sicuri i servizi su cui ogni giorno si affidano le famiglie?

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