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Cronaca

Buttigliera, ferita gravemente mentre pulisce un macchinario in fabbrica: indagini sull’incidente sul lavoro

Addetta alle pulizie di 58 anni trasportata al Cto di Torino. Cgil: carenze nella sicurezza degli appalti

Buttigliera, ferita gravemente mentre pulisce un macchinario in fabbrica: indagini sull’incidente sul lavoro

Buttigliera, ferita gravemente mentre pulisce un macchinario in fabbrica: indagini sull’incidente sul lavoro

Un braccio rimasto incastrato in un macchinario per la produzione di dolci, il dolore, i soccorsi arrivati in pochi minuti e ora gli accertamenti per capire che cosa sia andato storto. È una mattinata di lavoro trasformata in emergenza quella vissuta oggi a Buttigliera, nell’Astigiano, dove un’infortunio sul lavoro ha coinvolto un’addetta alle pulizie impegnata all’interno dello stabilimento Sfogliatorino. La donna, classe 1966, lavora per la ditta Consoli, azienda bresciana che opera in appalto. Secondo le prime informazioni, stava effettuando la pulizia di un macchinario destinato alla produzione di dolci quando, per cause ancora da chiarire, è rimasta incastrata con un braccio. L’incidente le ha provocato un profondo taglio e una doppia frattura esposta all’avambraccio sinistro.

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L’allarme è scattato alle 9.50 di oggi, sabato 11 aprile. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e l’elisoccorso di Azienda Zero, che ha trasportato la lavoratrice al Cto di Torino. Nonostante la gravità delle ferite riportate, la donna, secondo quanto emerso, non sarebbe in pericolo di vita. Un elemento che attenua solo in parte la durezza dell’accaduto. Perché dietro la cronaca di un incidente come questo resta una domanda inevitabile: come è stato possibile che un’operazione di pulizia si trasformasse in un infortunio tanto serio?

Nello stabilimento sono arrivati anche i tecnici dello Spresal, il Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro, insieme ai carabinieri. Il loro compito sarà ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, verificando procedure, dispositivi di sicurezza, modalità operative e condizioni in cui la lavoratrice stava intervenendo sul macchinario. È questo il passaggio decisivo per chiarire eventuali responsabilità e comprendere se si sia trattato di una fatalità imprevedibile oppure del segnale di una falla nel sistema di prevenzione.

Sull’episodio è intervenuta anche la Cgil, che ha espresso solidarietà alla lavoratrice ferita e ha riportato l’attenzione su un tema che da tempo attraversa il mondo del lavoro: quello della sicurezza nella catena degli appalti. “Ribadiamo la nostra vicinanza alla dipendente - dichiara Beppe Morabito, segretario provinciale del sindacato - continuano a esserci incidenti nella catena degli appalti. Mancano controlli adeguati e formazione, quando capita un incidente significa che qualcosa non ha funzionato nella catena della sicurezza”. Parole che non si limitano al commento del singolo episodio, ma chiamano in causa un problema più ampio. Quando il lavoro viene frammentato tra committenti, appaltatori e personale esterno, il rischio è che la sicurezza finisca per perdersi nei passaggi, tra responsabilità distribuite e verifiche non sempre rigorose.

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